Una zona residenziale della città completamente car free. Seicento famiglie che hanno firmato la rinuncia a possedere un’automobile e che per raggiungere il centro, distante 8 km, utilizzano biciclette o autobus, in cambio di sgravi fiscali. Succede a Vienna ed è una delle curiosità analizzate dagli studenti del liceo classico Flacco di Bari, nell’ambito di un innovativo progetto di Alternanza Scuola Lavoro, realizzato da H3, l’azienda italiana leader nel settore innotech assicurativo, in collaborazione con l’architetto Stefano Boeri.

Assieme ai colleghi di Bologna (Liceo Classico L. Galvani), Milano (Liceo Classico C. Beccaria) e Monza (Liceo Scientifico P. Frisi), sono stati coinvolti in un innovativo progetto di Alternanza Scuola Lavoro, realizzato da H3, l’azienda italiana leader nel settore innotech assicurativo, in collaborazione con l’architetto Stefano Boeri. Oggetto dello studio: come si trasformerà la mobilità di Los Angeles, Londra, Vienna, New York, Cape Town, Sydney, Barcellona, Stoccolma nei prossimi vent’anni e cosa dovrà cambiare.

Nell’ambito del progetto, a ogni scuola è stata assegnata una città europea ed una extraeuropea, insieme ai loro piani di mobilità da analizzare e valutare con un voto da 0 a 3 sulla base di cinque macro-criteri: impatto ambientale e urbanistico; impatto economico; integrazione con la mobilità esistente; modifiche alla mobilità pubblica e privata, non motorizzata e motorizzata e tecnologie introdotte. I ragazzi del liceo di Bari hanno analizzato i piani di mobilità sostenibile di Vienna e Cape Town, valutando le opportunità che queste città possono riservare per il futuro.

Ad accomunare i piani di mobilità futura delle città analizzate c’è l’incremento e lo sviluppo della mobilità elettrica, sia pubblica che privata, per l’esigenza di contenere l’inquinamento e quindi per migliorare la qualità dell’ambiente in cui si vive.

Tutti i piani prevedono soluzioni che riducono il trasporto privato a fronte di un rafforzamento della rete di mezzi pubblici e di strumenti di car sharing e bike sharing, incentivato quest’ultimo da un ingente ampliamento della rete di piste ciclabili. Prevedono, inoltre, tutti l’incremento delle aree verdi e la creazione di numerosi posti di lavoro grazie alla necessità di costruire o adattare le infrastrutture esistenti.

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