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Un accordo tra il parco di Lama Balice, il dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università “Aldo Moro” e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, per avviare indagini conoscitive sulle tracce fossili rinvenute e appurare che siano davvero di orme di dinosauro. In Puglia dal 1999 sono state identificati circa trenta siti e reperti. Ognuna di queste aree risale a periodi geologici diversi: i reperti appartengono a un intervallo di tempo che va dalla fine del Giurassico fino a tutto il periodo Cretaceo, dai 180 ai 65 milioni di anni.

A siglare l’intesa il presidente del parco Giuseppe Muolo, il direttore del parco Vincenzo Campanaro, il professore Pierfrancesco Dellino per l’Università degli studi di Bari e il soprintendente per i Beni archeologici della Puglia Luigi La Rocca.

Obiettivo è di individuare e definire le testimonianze fossili più significative, sperimentare metodi conservativi da adottare in una successiva eventuale programmazione, determinare con esattezza l’intervallo cronostratigrafico di riferimento per gli stessi icnofossili, individuare l’ambiente di deposizione dei sedimenti carbonatici affioranti in cava, verificare l’interesse culturale geopaleontologico di ulteriori forme presenti in corrispondenza di affioramenti carbonatici, rinvenute o segnalate nella zona e riconducibili a tracce fossili.

L’università barese, sulla base delle proprie specifiche competenze, provvederà ad eseguire attività di ricerca sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, quali opere di pulitura meccanica e manuale delle orme, selezione e rilievo puntuale delle orme più significative, rilievi laser scanner e georeferenziazione, sperimentazione di un protocollo per la conservazione e il monitoraggio delle orme, campionamento, analisi di laboratorio, documentazione delle fasi di lavoro, elaborazione dei dati.

Il periodo di realizzazione del progetto sarà di sedici mesi e le varie fasi del lavoro verranno documentate attraverso la realizzazione di materiale fotografico e video.

Tutti i dati raccolti verranno sintetizzati in una relazione conclusiva. Inoltre, verrà data agli studenti universitari e delle scuole d’istruzione secondaria l’opportunità di presenziare alle operazioni particolarmente significative.

“L’amministrazione si sta impegnando da tempo per raggiungere l’importante risultato di valorizzazione del parco – ha detto il Giuseppe Muolo – ed è in questa direzione che va l’accordo siglato oggi, proprio con l’obiettivo di salvaguardare i siti all’interno delle cave del parco e dare valore scientifico, archeologico e geologico a tutto quanto abbiamo rinvenuto negli ultimi anni. Effettueremo anche dei sopralluoghi in corso d’opera con le scuole per renderle partecipi di quello che sta avvenendo all’interno dell’area naturale”.

“Questa intesa – ha osservato Luigi La Rocca – concretizza un lavoro svolto diversi anni fa, quando l’assessora Maugeri stimolò le attività di ricerca e valorizzazione, incontrando anche i privati coinvolti e i proprietari delle cave e innescando un meccanismo virtuoso di divulgazione e di conoscenza della paleontologia del territorio, ma anche di conservazione dei siti”.


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