A Bari vivono oltre 316.000 persone, ma per una parte sempre più consistente della popolazione anziana la città si sta trasformando in un luogo dove la cura della demenza e dell’Alzheimer diventa quasi esclusivamente un fatto privato, familiare, spesso insostenibile.
Secondo le ultime stime epidemiologiche, in Italia le persone con Alzheimer e altre forme di demenza sono circa 1,1–1,2 milioni, con un totale che – considerando anche i non diagnosticati – può arrivare a quasi 1,8 milioni di casi complessivi. In Puglia si parla di circa 70.000–100.000 persone con demenza, di cui fino a 70% affette da Alzheimer. Tradotto sul territorio: nella provincia di Bari si stimano tra 15.000 e 30.000 casi nel solo comune di Bari tra 2.500 e 6.000 persone.
Numeri che, incrociati con l’invecchiamento progressivo della popolazione, sono destinati a crescere: entro il 2030 si prevede un aumento significativo dei casi, con una pressione sempre più forte sui servizi sanitari e sociali. È in questo contesto che si inserisce una petizione online che punta il dito contro la scarsità dell’offerta assistenziale nel capoluogo pugliese.
A Bari, infatti, risultano operative solo 3 strutture dedicate ai Centri Diurni per demenze e Alzheimer, per un totale di appena 90 posti disponibili. Un numero che, di fatto, copre solo una minima parte del bisogno reale. Il risultato è evidente: liste d’attesa lunghe e famiglie lasciate quasi completamente sole nella gestione quotidiana della malattia, soprattutto nelle fasi intermedie e avanzate.
L’Alzheimer non è solo una malattia del paziente, ma una condizione che coinvolge interi nuclei familiari. Le stime nazionali indicano che circa il 70–80% dell’assistenza viene svolta dai caregiver familiari, spesso senza supporto strutturale adeguato. Il costo medio dell’assistenza può arrivare tra 15.000 e 25.000 euro l’anno per paziente, una cifra che molte famiglie sono costrette a sostenere privatamente o in parte, con conseguenze pesanti:
riduzione o abbandono del lavoro
esaurimento dei risparmi
isolamento sociale
stress psicologico fino al cosiddetto “burnout del caregiver”
Un quadro che la petizione definisce senza mezzi termini come una forma di “collasso silenzioso” delle famiglie. Al centro della richiesta c’è il ruolo dei Centri Diurni, spesso sottovalutati nel dibattito pubblico. Non si tratta solo di strutture assistenziali, ma di luoghi che mantengono attive le capacità residue dei pazienti, rallentano il decadimento cognitivo. offrono stimolazione sociale e terapeutica e garantiscono ore di sollievo ai caregiver. Per molte famiglie, rappresentano l’unico vero punto di equilibrio tra assistenza e sostenibilità della vita quotidiana.
La petizione è indirizzata al Presidente della Regione Puglia, all’Assessore al Welfare e alla Direzione Generale della ASL Bari e chiede un intervento immediato su tre fronti principali:
Nuovi accreditamenti per l’apertura di Centri Diurni (ex art. 60 del Regolamento regionale 4/2007) nel territorio comunale
Maggiore sostegno economico, con incremento delle quote sanitarie per ridurre il peso delle rette sulle famiglie
Distribuzione territoriale dei servizi, con strutture presenti in tutti i Municipi di Bari per garantire prossimità e accessibilità
Una questione che riguarda il futuro della città
L’allarme non riguarda solo la gestione dell’emergenza attuale, ma anche la tenuta futura del sistema sociale e sanitario locale. Con l’aumento previsto dei casi di demenza nei prossimi anni, Bari – come molte altre città italiane – rischia di trovarsi di fronte a una domanda assistenziale crescente a cui l’attuale offerta non è in grado di rispondere.