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La qualità dell’assistenza sanitaria in Puglia no raggiunge la sufficienza. E’ quanto emerge dal monitoraggio dei Lea (livelli essenziali di assistenza) relativi all’anno 2015, ultimo a disposizione. Di cosa si tratta? In sostanza, viene analizzata la capacità delle Regioni di garantire ai propri cittadini l’erogazione dell’assistenza sanitaria secondo standard di appropriatezza e qualità.

Se nel 2014 la Puglia era stata promossa con il voto minino – un punteggio complessivo di 162 punti – questa volta la regione non va oltre i 155 punti e viene inserita nella categoria “inadempiente” assieme a Molise, Campania, Calabria e Sicilia. Il punteggio finale viene calcolato sulla base di 35 indicatori: viene analizzata, ad esempio, la qualità dell’assistenza agli anziani e disabili, la copertura vaccinale, screening e prevenzione, appropriatezza nell’assistenza ospedaliera. La Puglia è stata bocciata, i funzionari ministeriali hanno individuato criticità maggiori per quanto riguarda le vaccinazioni, screening, prevenzione veterinaria e assistenza ospedaliera.

Ad esempio, la copertura vaccinale contro morbillo, parotite e rosolia nei bambini sino a 24 mesi è crollata: nel 2013 era del 90,6%, nel 2015 è scesa all’84,2%, ben sotto la soglia di sicurezza che è fissata al 95%. Stesso discorso per i vaccini antinfluenzali nella popolazione anziani (sopra i 65 anni): si è passati da una copertura del 71,7% del 2010 al 50,8% del 2015. Ancora troppo alto il tasso di ospedalizzazione, qualche esempio: ogni 100mila abitanti sotto i 18 anni, 256 sono state ricoverate per asma egastroenterite (in Piemonte il rapporto è 53,65 persone ogni 100mila abitanti, in Toscana del 40,93 ogni 100mila residenti, per avere un termine di paragone). Bassa la percentuale di over65enni trattati in assistenza domiciliare, appena il 2,2 nel 2015, anche se il dato è in aumento. E ancora: la Puglia continua ad avere pochi posti letto a disposizione nelle residenze sanitarie per anziani, appena 4,9 per ogni mille over 65 contro il 22,71 del Piemonte. I

l tasso di ospedalizzazione, seppure in forte riduzione rispetto al passato, resta tra il più elevato d’Italia: 140,55%. Alta anche la percentuale di parti cesarei: nel 2015 è stato del 31,72%, una donna su tre – in sostanza – partorisce con un cesareo (in Emila Romagna la percentuale è del 19,71). E ancora: in Puglia se un over65 sfortunatamente si dovesse fratturare il collo del femore, ha il 55% delle possibilità di dover attendere oltre le 48 ore per essere operato (in Emila Romagna, invece, solamente il 75% dei pazienti viene operato entro due giorni). Aumentano anche i minuti di attesa dal momento in cui viene richiesta un’ambulanza per un soccorso e l’arrivo dell’equipe: nel 2011 l’attesa era di 15 minuti, in media, oggi di 19.


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1 COMMENTO

  1. Non è che forse non funziona l’assistenza territoriale?eppure i Direttori dei distretti sono fior Fiore di Dirigenti pensare che conoscono il conto mastro e sanno il numero dei vaccinati in Puglia e la definizione di incidenza e prevalenza e sanno anche il numero dei diabetici presenti e quanti ipertesti ci sono in Puglia ( domanda di concorso per direttori di distretto….)

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