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“Ho la coscienza a posto, non avevo nessun motivo di commettere una cosa del genere. Mi sono sempre chiesto perché Palmina fece il mio nome. Dopo tanti anni mi auguro che si arrivi a una conclusione una volta per tutte”. Lo ha detto Enrico Bernardi lasciando la caserma dei Carabinieri di via Tanzi, a Bari, dove sono iniziate le audizioni disposte dalla Procura di Bari nell’ambito della nuova indagine sulla morte di Palmina Martinelli, la 14enne di Fasano (Brindisi) trovata avvolta dalle fiamme in casa l’11 novembre 1981 e morta nel Policlinico di Bari dopo 20 giorni di agonia.

Bernardi è tra le prime cinque persone convocate dalle pm Simona Filoni e Bruna Manganelli. Oltre a lui è stato sentito come persona informata sui fatti Giovanni Costantini, imputato per l’omicidio in concorso con Bernardi e entrambi assolti in via definitiva ormai quasi trent’anni fa.

Sono stati convocati anche Tommasina Martinelli, la sorella maggiore della vittima e suo marito Cesare Ciaccia, e il benzinaio dove Antonio Martinelli si fermò a fare rifornimento mentre accompagnava in ospedale la sorella bruciata. L’ipotesi di reato su cu indaga la magistratura barese, al momento a carico di ignoti, è di omicidio volontario aggravato.

L’obiettivo degli inquirenti è quello di individuare eventuali corresponsabili nel delitto, allargando l’orizzonte delle indagini all’intero contesto, anche familiare, che portò alla morte dell’adolescente, che sarebbe stata arsa viva perché voleva sottrarsi ad un giro di prostituzione. Le audizioni programmate sono più di venti e proseguiranno nei prossimi giorni.


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