Dopo venti giorni dal provvedimento di scarcerazione, alla fine il braccialetto elettronico è arrivato ed è stato effettivamente scarcerato ieri,  tornando a casa ad Acquaviva delle Fonti in regime di arresti domiciliari, il 51enne Maurizio Zecca, in manette il 13 novembre scorso per violenza sessuale e stalking nei confronti di una dottoressa in servizio presso un ambulatorio di guardia medica della provincia di Bari. A due settimane dall’arresto, il Tribunale del Riesame di Bari aveva disposto la scarcerazione dell’uomo con concessione dei domiciliari ritenendo improcedibile il reato di violenza sessuale perché denunciato oltre il termine di 6 mesi previsti per legge. L’indagato è rimasto in cella fino ad oggi perché non era disponibile il braccialetto elettronico. La decisione del Riesame ha suscitato numerose polemiche e si è invocato anche l’intervento della politica per allungare i termini di presentazione delle denunce per determinati reati. La Procura ha impugnato il provvedimento insistendo per il carcere.

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