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Contro il nuovo impianto privato per bruciare rifiuti si schiera anche Legambiente. Dopo la protesta dei cittadini ieri 25 gennaio davanti al Consiglio regionale e la retromarcia della Regione, l’associazione ambientalista prende posizione contro l’impianto che, però, ha ottenuto le autorizzazioni necessarie per essere inaugurato nella zona industriale di Bari.

Già in tempi non sospetti, ovvero nel giugno del 2016, Legambiente Puglia aveva trasmesso all’ufficio VIA/VAS della Regione Puglia le sue osservazioni in merito alla realizzazione dell’impianto di ossicombustione Newo. In quella circostanza, l’associazione sottolineava le numerose incongruenze con gli obiettivi finalizzati alla riduzione dei rifiuti ed all’incremento della raccolta differenziata, imposti dalla normativa vigente, evidenziando anche il fatto che quell’impianto non era contemplato nel Piano regionale dei rifiuti.

“La nostra contrarietà alla realizzazione dell’impianto l’avevamo già espressa nero su bianco con osservazioni puntuali nel giugno 2016, quando l’argomento evidentemente ancora non era sulla cresta dell’onda – tuona Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia –. Oggi torniamo sul tema sottolineando che, in Puglia, per chiudere il ciclo dei rifiuti è necessario puntare alla realizzazione di impianti di compostaggio sostenendo, al contempo, la filiera del riuso e del riciclo, in linea con gli obiettivi del pacchetto sull’economia circolare che prevede la rottamazione delle discariche e dei termovalorizzatori. Per aumentare la percentuale di raccolta differenziata nella nostra regione, ferma al 41,5 per cento, serve che tutti i Comuni adottino il sistema porta a porta, al fine di ridurre il conferimento in discarica, ancora elevato, oggi pari al 48 per cento”.


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