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“La platea di fondazione dell’immobile non è solida e poggia su terreno argilloso”. Ed ancora: “La qualità del calcestruzzo impiegato sia nelle fondazioni che per le strutture portanti e pilastri, solette e muri è di pessima qualità e non risponde ai parametri minimi richiesti dalla legislazione. Questa insicurezza sussiste anche in assenza di scosse sismiche”. Sono alcuni stralci della relazione tecnica commissionata dall’Inail  sul palazzo di giustizia di via Nazariantz, riferite oggi in assemblea dal procuratore Giuseppe Volpe.

Il documento evidenzia inoltre che gli interventi effettuati nel 2012 per il consolidamento delle fondazioni sono stati inutili. “L’ingegnere  – spiega Volpe – non ha scritto che l’immobile sta per crollare però ha scritto all’Inail che la proprietà deve  disporre immediati inderogabili e improrogabili lavori di consolidamento incompatibili con il nostro permanere qui. Questo pone a me un problema e al sindaco: io come datore di lavoro se non ci sono le condizioni di sicurezza devo dire che andiamo via, chiudiamo non stiamo più qui. Analogamente il Comune potrebbe disporre lo sgombero per ragioni di sicurezza”. Dopo il deposito della relazione la Prefettura ha contattato il Ministero chiedendo una ricerca di immobili per trasferire di urgenza gli uffici. E una prima risposta è arrivata: si riaprirà la sede distaccata di Modugno e a disposizione ci sarebbe il palazzo dell’Inail in via Brigata Bari.

“Si tratta di soluzioni insoddisfacenti – continua Volpe –  per una sistemazione definitiva perché le superfici sono inadeguate a garantire a noi della Procura e al tribunale penale di sistemarci adeguatamente. Sta continuando la ricerca di altri immobili che ha permesso di individuare anche edifici più graditi a tutti, in primis agli avvocati che avrebbero difficoltà a spostarsi da Bari a Modugno in continuazione”.

Entro domani il Comune indicherà i provvedimenti da adottare con immediatezza. “Io vi comunico – prosegue Volpe –  che potrebbe accadere che domani in esecuzione dei provvedimenti che il Comune potrebbe dettare o io stesso, venga ordinato lo sgombero dell’edificio. Abbiamo già chiesto al governo un  provvedimento di sospensione di termini processuali senza detenuti. Quelli con detenuti probabilmente saranno eseguiti a piazza De Nicola e dobbiamo rassegnarci all’idea di separare l’attività di uffici da quelli di udienza”.

Altri immobili al vaglio sono: l’ex sede Inpdap, l’ ex sede della Gazzetta del Mezzogiorno, e gli uffici vuoti delle Ferrovie dello Stato in corso Italia.

Furiosi avvocati  e sindacati. “Da anni denunciamo la mancata dignità dei lavoratori in questa sede. Qui le condizioni sono peggiorate, basta fare una passeggiata per notare fascicoli per terra, cancellerie sovraffollate, mancano le sedie. Chiediamo dignità per tutti”, commenta  Saverio Cutrone dell’Usb.

 

 


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