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Sì al governo Conte: il Senato ha dato la fiducia. Su  324 votanti, favorevoli 171, contrari 117, astenuti 25.

Il programma di governo

In un discorso di 75 minuti Giuseppe Conte ha presentato le linee programmatiche del nuovo governo in Senato. Confermando,  punto per punto il contratto di governo siglato tra Lega e Cinque stelle, l’appartenenza all’alleanza atlantica e il rispetto dei parametri europei, in una Ue più equa. Ma anche riorientando la politica estera italiana verso Mosca. Conte ha parlato a lungo di immigrazione premettendo che non sarà un governo “razzista”. Ma si fermerà il “business degli immigrati”, ci saranno procedure efficaci di identificazione e si renderanno “effettive le procedure di rimpatrio”. “Cambia che metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà”, ha garantito tra gli applausi della sua maggioranza.

E poi nessun imbarazzo nell’autodefinirsi “populista e anti-sistema”. “Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo”. Un’ora un quarto nella quale il premier ha detto che procederà con “umiltà e con determinazione” lanciando il “daspo” e l’agente sotto copertura contro i corrotti, l’inasprimento delle pene per alcuni reati come la violenza sessuale, il carcere per i grandi evasori, la riforma della legittima difesa, i tagli alle pensioni d’oro, la riforma della prescrizione e tanto altro.

 

(foto Ansa)


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