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L’Anfitrione di Teatri di Bari sbarca al Napoli Teatro Festival Italia

Pubblicato da: redazione | Mer, 4 Luglio 2018 - 13:00
Anfitrione - nuova Produzione

“Anfitrione”, nuova produzione dei Teatri di Bari scritta e diretta da Teresa Ludovico, oggi 4 luglio in scena al teatro Trianon  (piazza Vincenzo Calenda 9) di Napoli nell’ambito di Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio, e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival. Lo spettacolo, prodotto da Teatri di Bari, continua la sua tournée nazionale con Michele Cipriani, Irene Grasso, Demi Licata, Alessandro Lussiana,  Michele Schiano di Cola,  Giovanni Serratore e il maestro Michele Jamil Marzella.

Sei attori e un musicista si rincorrono vorticosamente alla ricerca della propria identità: è la commedia di Plauto che irrompe in un bollente e schizofrenico Sud, dove quel che si è non è sempre quel che si deve essere.

Il doppio, la costruzione di un’identità fittizia, il furto dell’identità, la perdita dell’identità garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perché gli accadimenti riguardano dei, padroni e schiavi. In essa il sommo Giove, dopo essersi trasformato nelle più svariate forme animali, vegetali, naturali, decide, per la prima volta, di camuffarsi da uomo. Assume le sembianze di Anfitrione, lontano da casa, per potersi accoppiare con sua moglie, la bella Alcmena, e generare con lei il semidio Ercole. Giove-Anfitrione durante la notte d’amore, lunga come tre notti, racconta ad Alcmena, come se li avesse vissuti personalmente, episodi del viaggio di Anfitrione.

Teresa Ludovico crea una coralità multiforme e tragica che però agisce come un contrappunto grottesco e farsesco in uno spazio che disegna doppi mondi: divino e umano. Un andirivieni continuo tra un sopra e un sotto, tra luci e ombre. Realtà e finzione, verità e illusione, l’uno e il doppio, la moltiplicazione del sé, l’altro da sé e il riesso di sé, si alterneranno in un continuo gioco di rimandi, attraverso la plasticità dei corpi degli attori, le sequenze di movimento, i dialoghi serrati e comici.

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