Le polemiche e le denunce sulla realizzazione della nuova sede del Consiglio regionale non si placano: il Codacons ha annunciato il deposito di un esposto alla Procura di Bari e alla Corte dei Conti regionale sul caso delle plafoniere acquistate al costo di 637 euro l’una, per una spesa complessiva di oltre un milione.

Ma anche il M5S va avanti nella sua battaglia presentando altre denunce per ulteriori presunti sprechi. La consigliera regionale Antonella Laricchia sostiene che siano “tante le spese folli che andrebbero controllate” nella costruzione della nuova sede del Consiglio regionale. Per questo motivo, Laricchia ha depositato una integrazione agli esposti già depositati a luglio in Procura, all’Anac e Corte dei Conti. Ieri mattina, inoltre, Laricchia si è recata personalmente al comando provinciale della guardia di finanza. Nell’integrazione agli esposti, evidenzia il M5S, vengono aggiunte le spese sostenute per l’efficientamento energetico dell’edificio. Tra queste, evidenziano i pentastellati, ci sono quelle per il gruppo elettrogeno da 1.250 kVA, più potente di quello originario del 20-25%, che ha portato un aumento del costo di 108.586 euro.

Altra presunta anomalia segnalata, aggiungono dal M5S, è quella che riguarda i cavi elettrici di grossa sezione, e cioè quelli che alimentano i quadri principali dell’edificio, arrivati alla quantità spropositata di 19,6 chilometri per un maggior costo di 290.739 euro. Un’anomalia, proseguono, che vale anche per i canali zincati, posizionati a soffitto dell’edificio, in cui vengono alloggiati i cavi elettrici. Anche in questo caso viene segnalata la quantità in più di 17,72 chilometri con un aumento di costo di 271.104 euro. L’attenzione dei Cinquestelle si è concentrata anche sulle 1.012 postazioni lavoro, un numero più che raddoppiato, sostengono, rispetto alle iniziali 462: postazioni il cui costo è aumentato del 250%. È stato poi evidenziato il costo per quattro pozzi idrici trivellati, per il raffreddamento delle macchine di condizionamento: per ciascuno è infatti previsto un prezzo di 63.376 euro, spiegano i consiglieri, a fronte di un prezzo massimo di mercato che, secondo i Cinquestelle, dovrebbe attestarsi attorno ai 17.500- 18.000 euro.

“Alla luce di quanto sta emergendo – conclude Laricchia – ci sembra ancora più assurda la bocciatura della mozione che avevamo presentato lo scorso settembre in Consiglio per chiedere la sospensione del pagamento dei progettisti. Una bocciatura arrivata con il voto contrario anche dei consiglieri di centrodestra”.

 

 

 

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