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Dal primo dicembre 2017 al 31 ottobre 2018, 9.837 pugliesi hanno chiesto di accedere al Reddito di dignità ma le domande ammesse ad oggi sono state 1.899. Sono le cifre aggiornate del Red che, per la terza volta in due anni, si appresta a cambiare “volto”: infatti, con l’introduzione del reddito di cittadinanza, la misura regionale per combattere la povertà verrà ricalibrata ma non sparirà.

E’ quanto è emerso durante l’audizione in III commissione consiliare della dirigente della sezione Inclusione sociale attiva della Regione Puglia, Anna Maria Candela. Le 9.837 istanze si vanno ad aggiungere alle 47.066 domande presentate nel periodo 26 luglio 2016- 31 ottobre 2017: di questa 18.728 hanno ottenuto il via libera.  La spesa complessiva è stata di 25 milioni di euro, di cui 22,5 già erogati con accrediti sulle carte acquisti dei beneficiari.

La dirigente ha assicurato che i ritardi nei pagamenti e nelle pratiche di ammissione sono “ormai superati”. “Il sistema di gestione del Red – ha spiegato – è stato portato a regime già due volte, nell’estate 2017 e in quella del 2018, per la necessità di adeguare le procedure informatiche, i criteri di accesso, le procedure di istruttoria alle diverse decisioni che hanno riguardato le misure nazionali gemelle, prima Sia poi Rei”.

Il Red andrà ad integrarsi al reddito di cittadinanza, come già accaduto con il Rei, il provvedimento assunto dal governo Gentiloni meno di un anno fa. Le opzioni per mantenere attivo il reddito di dignità potrebbero essere due: la prima, calibrarlo per aiutare i giovani in cerca del loro primo lavoro e aiutarli, così, nell’inserimento; oppure andare incontro a donne e uomini che hanno superato una certa fascia di età (dai 50 anni in su, ad esempio), disoccupati e con difficoltà nel trovare nuove possibilità.


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