Combattere le malattie degenerative attraverso tecniche di precisione mediante approcci innovativi basati sulle nanotecnologie e sulle ricerche personalizzate. Questa mattina è stato siglato l’accordo per tra Regione Puglia, Consiglio nazionale delle ricerche, Irccs ‘Giovanni Paolo II’ di Bari e Università di Bari per l’avvio della seconda fase del Tecnopolo, la Medicina di Precisione. Grazie al finanziamento regionale da 28 milioni di euro e ai 9 milioni del Cnr per i prossimi sei anni, con 50 nuove assunzioni previste, il Tecnopolo mira a dare impulso alla ricerca traslazionale (la ricerca cioè che indica il trasferimento dei risultati delle ricerche sperimentali alle applicazioni). Tre le strutture d’eccellenza coinvolte: centro multidisciplinare Crn Nanotec di Lecce, centro per clinical trials in immunoterapia all’istituto tumori del Giovanni Paolo II e il centro di diagnostica avanzata per le malattie neuro degenerative presso università Aldo Moro.

Il programma prevede tre linee d’azione tra nuove terapie sempre più specializzate sul paziente (immunoterapia), tecniche innovative per la diagnosi precoce e non invasiva (liquid bopsy) con la possibilità di intervenire quando la malattia è alle fasi iniziali e nuove metodologie per il testing di nuovi farmaci. Sul piano pratico nei casi di leucemia linfoblastica acuta, con questi trattamenti la rimessione completa riguarda il 90 per cento dei casi refrattari a terapie convenzionali, dunque gravati da un’aspettativa di vita praticamente nulla. Segue l’espansione della tecnica di immunoterapia ad altre forme di tumore, in particolare quelli solidi. Come conseguenza c’è l’abbattimento dei costi, infatti oggi un ciclo di terapia vale 3-400 mila euro.

“Oggi firmiamo il più importante accordo tra regioni e scienza che ci sia attualmente in Italia. Su questi siamo arrivati primi – ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – noi stiamo facendo, in piccolo, quello che avrebbe dovuto fare Milano, nell’area Expo, e che speriamo ancora lo faccia. Stiamo andando verso la medicina personalizzata e verso la medicina predittiva”. “Si costituisce un centro di eccellenza qui nel Sud, in Puglia – ha affermato il presidente del CNR, Massimo Inguscio – il Centro Nazionale ricerche continuerà ad investire nella costituzione di infrastrutture di altissimo livello e in politiche di reclutamento, capaci di competere a livello internazionale, di attrarre ricercatori italiani e stranieri, di incentivare il rientro di cervelli italiani dall’estero, di contribuire a sviluppare e rafforzare la presenza di aree geografiche virtuose e attrattive anche nel Sud d’Italia”. “Siamo di fronte ad una svolta storica – ha detto Antonio Delvino, direttore generale dell’Irccs ‘Giovanni Paolo II’ – per la prima volta in Puglia si crea una solida e stabile integrazione tra soggetti diversi dotati di altissime competenze complementari, investendo nel settore della medicina di precisione e della nanotecnologia per il potenziamento degli strumenti di cura contro il cancro”.


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