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Bari, a 19 anni comandava al Libertà: in manette il figlio di Caldarola. Sette arresti – VIDEO

Pubblicato da: redazione | Gio, 3 Gennaio 2019 - 10:08
Polizia notte

La polizia ha eseguito  Bari un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di sette persone: Ivan Cladarola, Antonio Raggi, detto “Tonio con gli occhiali”, e Federico D’Addiego di 19 anni, Simona Morea di 20anni, Giovanni Claudio Cassano di 24anni e Vito Lamanuzzi di 22, gravemente indiziati, a vario titolo, di tentata estorsione aggravata, porto e detenzione illegale di armi da fuoco. Il settimo indagato, inizialmente irreperibile, Antonio Raggi, detto “il biondo”, è stato bloccato ieri mattina nell’aeroporto di Bari-Palese al rientro dalla località turistica di Sharm el-Sheikh.

Sono tutti ritenuti componenti di un gruppo criminale con base operativa nel quartiere Libertà, contiguo al clan “Strisciuglio”, al cui interno le attività investigative hanno evidenziato il ruolo egemone di Ivan Caldarola, figlio di Lorenzo Caldarola, attualmente detenuto e storico esponente apicale del predetto clan.

Le indagini, supportate da attività tecniche, sono state avviate dalla Squadra Mobile nel novembre scorso, a seguito dell’incendio dei locali di una ditta di onoranze funebri del quartiere Libertà. È stato documentato in particolare che la richiesta estorsiva – manifestata nei giorni precedenti all’incendio attraverso una esplicita pretesa di denaro e con minacce dirette – non è stata evasa, motivo alla base del grave atto ritorsivo.

Il gruppo criminale, la sera del 24 dicembre scorso, si è reso inoltre responsabile di una vera e propria “stesa”, esplodendo  numerosissimi colpi d’arma da fuoco, in aria e all’indirizzo di una saracinesca di un circolo ricreativo del quartiere Libertà; il numero dei colpi e la loro rapida successione fanno ritenere che tale gesto non sia stato altro che la manifestazione della potenza criminale del gruppo, della capacità di intimidazione nei confronti della collettività e di controllo del territorio di loro pertinenza (appunto il quartiere Libertà di Bari).

La pericolosità di Ivan Caldarola è emersa ancor di più nelle ore immediatamente precedenti il fermo, quando lo stesso si è attivato per reperire un fucile kalashnikov in pochi giorni, da utilizzare verosimilmente per ben più gravi azioni criminali. Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti cautelari sono state eseguite numerose perquisizioni che hanno consentito di rinvenire e sequestrare due pistole, 50 munizioni di vario calibro, un giubbotto antiproiettile, 300 grammi di eroina e 22 grammi tra hashish e marijuana.

 

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