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Puglia, dopo la protesta dei gilet arancioni pressing sul Parlamento: “Salviamo il nostro olio”

Pubblicato da: redazione | Gio, 10 Gennaio 2019 - 20:30
oliodoliva

All’indomani della mobilitazione Salvaolio che ha portato gli olivicoltori di Coldiretti dalla Puglia nella Capitale, è partito un confronto serrato con i gruppi parlamentari per sostenere gli emendamenti al Decreto Semplificazione, fino a quando non saranno assunti ed operativi,  con responsabilità a livello regionale e nazionale. “Il Ministro Centinaio ha presentato gli emendamenti al Decreto Semplificazione, specificando che i parlamentari dovranno votarli e approvarli. Ha annunciato che farà nomi e cognomi di quanti riterranno le gelate pugliesi un argomento non prioritario. Per questo abbiamo avviato un pressing sui parlamentari perché appoggino gli emendamenti”, dichiara il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Oltre agli impegni sui danni da gelate, sull’emergenza Xylella e sulla lotta alle frodi nel piano salva olio della Coldiretti “è stata accolta anche la proposta  di interventi di sostegno dell’Ismea – aggiunge il presidente Muraglia – sui debiti bancari degli olivicoltori, come già fatto per il settore lattiero”.

Nel 2018 la Puglia ha perso 317 milioni di euro di Produzione Lorda Vendibile del settore oleario e oltre 1 milione di giornate risultano azzerate, mentre il settore olivicolo e l’intero indotto non sanno come andare avanti – aggiunge Coldiretti Puglia –  da gennaio a settembre sono stati importati 304 milioni di euro di olio dall’estero. E’ forte la preoccupazione del moltiplicarsi di frodi e speculazioni, con olio di bassa qualità venduto come extravergine o olio straniero spacciato per bisogna stringere le maglie della legislazione – dice Coldiretti Puglia – per difendere un prodotto simbolo del made in Italy e della dieta mediterranea e togliere il segreto sulle importazioni di materie prime alimentari dall’estero perché sapere chi sono gli importatori e quali alimenti importano rappresenta un elemento di trasparenza e indubbio vantaggio per i consumatori e per la tutela del ‘made in Italy’ agroalimentare. Mentre è crollata la produzione pugliese, la Spagna che continua a dettare legge – conclude Coldiretti – ormai leader mondiale indiscusso, dove si stimano circa 1,5-1,6 miliardi di chili con un aumento del 23%, in sintesi oltre la metà della produzione mondiale.

 

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