Pur di sottoscrivere i contratti a tempo indeterminato e conoscere la loro sede per l’insegnamento, centinaia di docenti pugliesi hanno atteso in strada per ore le nomine davanti all’Ufficio scolastico regionale.

Una “prassi” che si ripete ogni estate. In via Castromediano c’è chi controlla freneticamente i documenti, altri insegnanti preferiscono sedersi sui marciapiedi e coprono il selciato annerito con dei fazzolettini. In fila ci sono anche donne incinte, orgogliosamente in piedi al fianco dei colleghi. Proprio sotto l’ingresso i climatizzatori fanno cadere acqua verso il basso, una beffa che si aggiunge ai tempi lunghi e l’afa. In molti hanno scelto di portarsi il pranzo al sacco, in alcuni casi l’assegnazione è arrivata solo nel tardo pomeriggio.

Il sistema funziona in base alla graduatoria e al punteggio, legato alle preferenze delle province alle quali si è deciso di concorrere. Una “roulette russa” secondo i docenti. Al centro delle polemiche ci sono le assegnazioni d’ufficio che penalizzerebbero chi è più in alto: “Le sedi vengono bruciate. Persone con meno punteggio risultano ripescate per scuole più vicine a casa”, commenta nel video in alto Mariangela Ranieri. Che aggiunge: “Sono al sesto mese ma andrò a prendere un panino, nessun problema. Per la conferma del lavoro sopportiamo numerosi disservizi”.

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