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Un invito è stato lanciato dal sindaco di Acquaviva, Davide Carlucci, ai 359 suoi concittadini che hanno ricevuto il reddito di cittadinanza.
“C’è tra di voi qualcuno disposto a:

– spostare le transenne durante la festa patronale e in altre occasioni simili?
– aprire, chiudere, vigilare e tenere pulito e in ordine il parco giochi?
– aiutarci a montare la segnaletica verticale?
– occuparsi costantemente del decoro e della manutenzione della città?
– aiutarci a monitorare le campagne per prevenire gli incendi e la creazione di microdiscariche?
– curare meglio i cigli e i relitti stradali in un territorio che ha 130 chilometri quadrati?
– imbiancare le aule e occuparsi di tutti i piccoli lavoretti che servono per rendere decorose le nostre scuole?
– presidiare gli istituti scolastici per rendere più sicuro l’entrata e l’uscita dei bambini dalle scuole?” si legge nel post.

E poi continua:  “Basterebbe che il 10% o, al massimo, il 20% di voi mi rispondesse di sì per riuscire a coprire tutte le esigenze che ho elencato. E si trasformerebbe Acquaviva in una città con servizi finalmente all’altezza delle necessità dei cittadini, quei servizi che un Comune con 66 dipendenti, su una pianta organica che ne dovrebbe prevedere 130, non riesce a garantire al 100%”, prosegue Carlucci.

Il sindaco annuncia che servirebbe un regolamento ministeriale per curare gli aspetti burocratici di questi lavori sociali. “Ma voi – continua Carlucci –  non aspettate tutti questi passaggi per mettervi a disposizione di chi si occupa della cosa pubblica. Nei limiti del possibile e del consentito, fatelo già, anche a titolo di volontariato.
Cominciate a organizzarvi in gruppi che pretendano di poter svolgere una prestazione in cambio del reddito che percepiscono. Alla base del reddito di cittadinanza e del reddito di dignità c’è l’idea di una società più giusta e umana. Fatela vostra e prendete in mano il vostro futuro. Altrimenti ve lo ruberanno di nuovo”.


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