L’assessorato al Welfare è impegnato nella realizzazione del progetto Housing LAB, il primo modello di housing first in corso di sperimentazione a Bari, presentato dalla cooperativa sociale Artes  in risposta all’avviso per il contrasto alla grave marginalità adulta e realizzato in partenariato e con il contributo del Comune di Bari.

Si tratta di un progetto di sostegno all’autonomia, nato per rispondere alla situazione di disagio abitativo che interessa molti adulti senza dimora in condizione di estrema fragilità, sia italiani sia stranieri, e che si concretizza nell’accompagnamento di queste persone  alla ricerca di un alloggio e nella mediazione successiva con i proprietari della casa. I beneficiari di questa azione sono uomini e donne che, disponendo di risorse economiche limitate, non hanno la forza di accedere autonomamente al mercato degli alloggi in locazione.

L’idea del progetto si sostanzia, quindi, nella possibilità di individuare immobili di proprietà privata per i quali corrispondere un canone sociale anche a fronte della coabitazione tra diverse persone in difficoltà.

Ad oggi, sono circa una ventina, tra italiani e stranieri, le persone individuate dagli assistenti sociali e interessate ad essere inserite nel progetto. Per ciascun caso si tiene conto di una serie di fattori quali ad esempio il reddito percepito, il numero di persone che compongono il nucleo, la disponibilità alla coabitazione, la distanza dal luogo di lavoro, la possibilità di tenere animali domestici o di condividere spazi per fumatori.

“Al momento sono 19 le persone che hanno chiesto di partecipare al progetto attraverso i servizi sociali e gli altri servizi del welfare,  tra cui una ha trovato casa  e un’altra sta per abbandonare la strada.  Alcuni di loro sono giovani migranti che solitamente incontrano grandi difficoltà nella stipula di un contratto di affitto – commenta l’assessora al Welfare Francesca Bottalico -. Questo per noi è un segnale molto positivo perché togliere anche una sola persona dalla strada è già per noi una vittoria. Affittare un appartamento a un giovane migrante o a una persona con poche garanzie economiche da offrire, significa avere fiducia nell’altro e abbattere, nei fatti, le barriere che nascono dai pregiudizi”.

Nel frattempo proseguono gli incontri informativi su tutto il territorio comunale come pure i contatti con le agenzie immobiliari e i singoli proprietari di casa, anche nell’area metropolitana, proprio per definire le modalità di selezione di eventuali alloggi da proporre ai beneficiari. Dopo la pausa di agosto sono già in calendario diversi incontri con i proprietari delle abitazioni selezionate: tra quelle già individuate molte sono monolocali e si trovano prevalentemente nella città di Bari.

“Il nostro obiettivo – conclude Bottalico – è ambizioso ed è quello di creare una banca dati delle “case sociali” da rendere disponibili per dare nuove opportunità di rinascita a tante persone oggi ai margini”.

I proprietari di appartamenti che volessero aderire al progetto Housing LAB possono scrivere all’indirizzo barihousinglab@gmail.com; sarà cura della cooperativa Artes ricontattarli.

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