Se in Italia gli stupri sono commessi nel 62,7% dei casi da partner e nel 3,6% da parenti (Istat 2006-2014), in Puglia è la violenza in genere sulle donne che si consuma per lo più in famiglia: nel 93% dei casi, scrive il portale della Regione “Puglia Sociale”, riportando i dati degli accessi 2018 ai Centri antiviolenza.

Nell’81% dei casi gli autori sono il partner o l’ex, nel 12% parenti. Sono più esposte le donne sposate (38%), poi le nubili (28%) e le separate/divorziate (26%). Così, anche in Puglia, sono tante le iniziative di riscatto organizzate per il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Una violenza che è trasversale all’età, ai titoli di studio, alla condizione lavorativa, anche se colpisce di più le donne fra 30 e 49 anni (60%) e le giovani 18-29 anni (15%). La mancanza di lavoro, che con il reddito porta più autonomia nelle scelte, è un grave problema: tra le donne che subiscono violenza solo il 28% ha un’occupazione stabile, il 44% non lavora e il 19% è precaria.

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