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“Siamo nati per assumere, non per licenziare”. I ristoratori della Toscana si sono uniti in associazione e hanno deciso di prendere posizione per denunciare il rischio chiusura a causa dell’emergenza coronavirus  e di organizzare per il 28 aprile un flash mob.  “La nostra associazione nasce dallo sforzo comune di ristoratori e gestori di locali e strutture recettive di vario genere che hanno avuto il coraggio di reagire prontamente alla difficilissima situazione che si prospetta – scrivono nel documento – Insieme abbiamo una voce abbastanza forte per cambiare le sorti della nostra categoria: ci faremo portavoce, in maniera del tutto apolitica, di quei problemi che soltanto noi, quali diretti interessati, siamo in grado di rilevare. Il senso di responsabilità che abbiamo verso i nostri dipendenti ci rende molto più simili ad una famiglia che ad un azienda:“Non siamo nati per licenziare e lotteremo fino all’ultimo per ottenere ciò che ci serve per evitarlo. Questa è la nostra vocazione, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di esprimerla”.

I ristoratori denunciano danni economico- sociali enormi. E chiedono al Governo aiuti subito per evitare di chiudere le loro attività. Per questo hanno organizzato un flash mob il 28 aprile alle 21 a Firenze. I Ristoratori Toscana accenderanno le insegne delle loro attività. Ma il giorno dopo andranno a consegnare al sindaco la chiave del proprio ristorante. Una protesta che parte da Firenze, dove gli imprenditori che hanno aderito sono quasi 2mila, ma che sta coinvolgendo tutta Italia: oltre 60mila le adesioni.


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