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“C’è un rinnovato entusiasmo e c’è una grande attenzione per la socialità ritrovata. Ci meritiamo sorrisi, allegria, dopo settimane di duri sacrifici, ma è bene ricordare che se siamo tra i primi Paesi  a ripartire in sicurezza è anche perché abbiamo compiuto sacrifici. Facciamo attenzione. Bisogna continuare ad utilizzare le precauzioni, sarebbe una grave leggerezza non farlo. Le regole vanno rispettate. I dati sono in calo ma i contagi ci sono ancora. Anche le manifestazioni di protesta sono comprensibili, ma bisogna rispettare la distanza e usare le mascherine”.

Conte ha poi riassunto gli interventi portati avanti dallo Stato durante l’emergenza. “Abbiamo stanziato 80 miliardi di euro per aiutare famiglie, imprese, abbiamo riconosciuto alle partite Iva, agli artigiani, agli stagionali bonus fino a 2200 euro per tre mesi per riduzione di attività o fatturato. Ci rendiamo conto dei ritardi e  ho chiesto scusa per questi ritardi. Dobbiamo continuare ad aiutare i settori in sofferenza. Dobbiamo cogliere l’opportunità dei Recovery Fund e saper spendere bene i soldi che arriveranno dall’Europa”.

Conte ha poi elencato i punti principali del piano di rinascita: dal sostegno alle imprese alla digitalizzazione agli interventi sul diritto allo studio, sulla ricerca, fino alla riduzione dei tempi della giustizia e una nuova riforma fiscale.

La situazione in Italia.  Ad oggi, 3 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 233.836, con un incremento rispetto a ieri di 321 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 39.297, con una decrescita di 596 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 353 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 55 pazienti rispetto a ieri. Rispetto a ieri i deceduti sono 71 e portano il totale a 33.601. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 160.938, con un incremento di 846 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 20.224 in Lombardia, 4.686 in Piemonte, 2.839 in Emilia-Romagna, 1.387 in Veneto, 973 in Toscana, 514 in Liguria, 2.818 nel Lazio, 1.310 nelle Marche, 869 in Campania, 1.036 in Puglia, 222 nella Provincia autonoma di Trento, 880 in Sicilia, 233 in Friuli Venezia Giulia, 736 in Abruzzo, 120 nella Provincia autonoma di Bolzano, 31 in Umbria, 146 in Sardegna, 13 in Valle d’Aosta, 110 in Calabria, 127 in Molise e 23 in Basilicata.


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