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Movida e assembramenti, l’appello dei sindaci al ministro Lamorgese: “Più controlli”

Pubblicato da: redazione | Mer, 10 Giugno 2020 - 10:00
movida assembramenti

Più controlli sulla movida. La richiesta è stata presentata ieri dai 14 sindaci delle città metropolitane, incluso il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro durante un incontro con il  ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. “Il lungo e costruttivo confronto – fa sapere il ministro –  ha consentito ai sindaci di chiedere interventi normativi ed operativi ritenuti indispensabili per rafforzare l’attività delle polizie locali e assicurare la più efficace collaborazione con le forze di polizia. In particolare sono state segnalate le esigenze di ottimizzare l’interconnessione delle sale operative e l’accesso alle banche dati, di consentire nuove assunzioni di personale e di incrementare la possibilità di fare ricorso a prestazioni di lavoro straordinario”.

I sindaci hanno anche manifestato la preoccupazione per le difficoltà finanziarie degli enti locali, in particolare di quelli che già versano in situazioni di pregressa precarietà. E’ stata anche sollevata la questione dell’esercizio dei poteri di ordinanza sindacale con particolare riguardo alla gestione della fase di riapertura delle attività sociali, economiche e commerciali, dopo il lungo periodo di lockdown.

Il ministro ha preso atto della richiesta dei sindaci di rafforzare i controlli serali e notturni nei quartieri della “movida”, sottolineando la necessità di proseguire la stretta collaborazione con le amministrazioni locali e rilevando l’importanza dell’attività di sensibilizzazione, per indurre comportamenti responsabili capaci di evitare il rischio di una ripresa del contagio.

“I sindaci non possono gestire gli effetti e i controlli derivanti da decisioni assunte in posti molto lontani dal territorio – ha detto Decaro –  Questa storia che il governo prima, le Regioni ora o perfino un istituto come quello superiore di sanità, dispongano e a noi tocchi ottemperare non la tolleriamo più. Quando il governo ci ha chiesto una mano ci siamo stati. Ora ci aspettiamo che il governo faccia lo stesso con noi: risorse e norme necessarie per gestire la situazione della ripartenza nelle nostre città”.

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