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In Puglia sempre più persone sono a rischio del racket, famiglie e individui che si indebitano anche dopo le difficoltà economiche del lockdown Covid e finiscono tra le grinfie degli della criminalità organizzata.

Un articolo del quotidiano Avvenire racconta le attività della fondazione antiusura “San Nicola e Santi Medici di Bari che da 26 anni è attiva sul territorio: “Il fenomeno dell’usura, come quello delle estorsioni e dell’azzardo, continua a dilagare nella nostra regione” – racconta ad Avvenire monsignor Alberto D’Urso, presidente della fondazione – C’è chi ha venduto un rene per pagare gli usurai, chi è stato costretto a dare in cambio la propria casa”. Nel 2019 sono state ascoltate 550 persone indebitate o a rischio usura. La Puglia, dopo Sicilia e Campania, è la regione che ha più usufruito dei fondi statali di solidarietà: circa 3 milioni per l’usura, oltre 2 milioni per l’estorsione.

“Oggi gli usurai sono più raffinati e temibili”, raccontano i volontari che si sono schierati al fianco di un imprenditore edile del sud est barese, Francesco, 56 anni: “Ti presto 40mila euro, ogni mese mi darai il 10 per cento di interesse se paghi in ritardo ci sarà un extra a tuo piacere”. Poi l’aspirale di ricatti: “Gli usurai ti soffocano tra telefonane e minacce. Non c’è più vita, più famiglia. In 2 anni sono stato costretto a pagare 140mila euro di interessi”.


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