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Anche quest’anno molte aziende della media e grande distribuzione hanno deciso di restare aperti a Ferragosto. Chiusi i tre centri Mongolfiera di Santa Caterina, Japigia e viale Pasteur, come Bariblu a Triggiano. Saracinesche giù anche per il nuovo Parco Commerciale di Santa Caterina e Barimax alla zona industriale. Aperti invece il Parco Commerciale Casamassima – orario dalle 10 alle 21, il Gran Shopping Mongolfiera di Molfetta, Ikea, Oulet Village sempre a Molfetta.

«La Fisascat Cisl Puglia, sulla questione delle aperture nei giorni domenicali e festivi dei negozi, supermercati, Iper e Centri Commerciali, e sul tema delle condizioni di lavoro in tali giornate sensibilizza tutta la politica, istituzioni ed enti pubblici al fine di agevolare l’elaborazione di provvedimenti affinché sugli orari e le aperture commerciali si tenga conto anche delle indicazioni fornite dal sindacato, per attutire il disagio che attualmente colpisce le lavoratrici ed i lavoratori del settore e le loro famiglie». Inizia così la lettera del segretario generale della Fisascat Cisl, Antonio Arcadio, inviata ai candidati alla presidenza della Regione Puglia – Emiliano, Fitto, Laricchia, Scalfarotto, al presidente dell’Anci Antonio Decaro, e ai sindaci dei Comuni pugliesi.

«Ricordiamo – aggiunge Arcadio – che dal Decreto ‘Salva-Italià è stato rimosso ogni limite sia d’orario che di giorni alla possibilità di apertura degli esercizi commerciali. Da tale indiscriminato regime di liberalizzazione svincolato da qualsivoglia criterio razionale non siamo più usciti, nonostante le tante promesse propagandistiche sistematicamente riproposte in occasione di svariati passaggi elettorali e subitamente dimenticate una volta chiuse le urne». «Cgil, Cisl e Uil – prosegue – con le rispettive federazioni di categoria nazionali hanno espresso le loro posizioni in materia in occasione della audizione informale presso la X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei deputati nell’ambito dell’esame in sede referente delle proposte di legge, riaffermando la necessità che sia una norma ordinaria sulla materia a farsi carico di reintrodurre pochi ed essenziali vincoli per dare regole maggiormente funzionali ed organiche».

«Ribadiamo la necessità – sottolinea – che il legislatore intervenga, tra l’altro, non omettendo l’obbligo di chiusura degli esercizi commerciali in corrispondenza delle 12 festività nazionali a carattere religioso e civile; un massimo stabilito dalla norma a livello nazionale per 12 aperture domenicali in un anno; di prevedere il rispetto dell’obbligo della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio commerciale; di definire un meccanismo sanzionatorio deciso ed equilibrato; di escludere che la riduzione del numero di aperture degli esercizi commerciali possano costituire di per sé giustificato motivo oggettivo per operare licenziamenti collettivi, plurimi ed individuali». «E’ il momento di agire – conclude Arcadio – è il momento di essere chiari e trasparenti con i cittadini, lavoratrici e lavoratori».


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