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Polemiche sul bando Arpal per “addetti alla comunicazione”. Ricorso al Tar dell’Ordine dei Giornalisti e Assostampa

Pubblicato da: redazione | Sab, 12 Settembre 2020 - 15:26
arpal

Depositato dall’Ordine dei giornalisti della Puglia e dall’Assostampa il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, assistiti dallo studio legale Toma, in merito al bando di reclutamento di 14 addetti alla comunicazione e 16 esperti di informazione dell’Arpal Puglia, l’Agenzia regionale per il Lavoro.

I due bandi, pubblicati insieme ad altri lo scorso 8 agosto e aperti sino al 7 settembre, richiedono generiche competenze giornalistiche, ma non prevedono tra i requisiti l’iscrizione all’Ordine e pregresse esperienze professionali nell’attività da svolgere, affidando a possibili, future selezioni da parte di commissioni non ancora istituite la generica selezione degli ammessi.

Già lo scorso 11 agosto, con una nota congiunta, l’Ordine e l’Assostampa avevano sottolineato che l’assenza di certificata abilitazione comporta l’abusivismo professionale. «Di certo – riportava la nota – chi dovesse vincere il concorso non sarà obbligato al rispetto delle regole deontologiche e della legge professionale che governano l’attività giornalistica, norme che tutelano sia il datore di lavoro, a maggior ragione se si tratta di un ente pubblico, sia i destinatari delle attività di comunicazione, che si tratti dei media o degli stessi cittadini». «Colpisce – evidenziavano Odg e Assostampa – anche il fatto che tra i requisiti non venga prevista alcuna esperienza professionale nel settore, magari certificata da un curriculum così come avviene in tutte le selezioni ad evidenza pubblica. Eppure le attività dell’Arpal dovrebbero essere considerate strategiche e, ancor di più, la loro efficace comunicazione in tutto il territorio da parte di professionisti del settore».

Il Commissario dell’Agenzia Massimo Cassano aveva risposto alla nota sottolineando che « le modalità di scelta previste nell’avviso pubblico sono  state determinate dal Ministero del Lavoro tramite un accordo siglato con le Regioni lo scorso anno. Condivido – sottolineava Cassano – le perplessità espresse da Assostampa e Ordine dei Giornalisti di Puglia. Personalmente, viste anche le peculiarità strategiche dell’Arpal Puglia, mi sarei mosso diversamente ma, come detto, si tratta di linee guida stabilite in altra sede. La nostra Agenzia ne ha preso atto adeguandosi a quanto indicato».
Nelle more dell’espletamento dei due bandi, ora bisognerà attendere la sentenza da parte dei Giudici amministrativi per consentire il corretto ripristino delle procedure di evidenza pubblica avviate.

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