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Dopo il lockdown, dopo l’estate, dopo le elezioni, è arrivato finalmente il momento della scuola. Oggi hanno riaperto gli istituti a Bari e in tutta la Puglia ma la situazione non si è presentata così “lineare” come era stata progettata da molti dirigenti scolastici. Ingressi scaglionati, mascherine, orari diversificati anche in uscita ma all’esterno i marciapiedi sono diventati veri e propri assembramenti di genitori.
Tante le denunce al sindaco Antonio Decaro. “Per evitare assembramenti di 300 tra bambini e genitori in un cortile di diverse centinaia di metri quadrati – scrive un genitore al sindaco – qualcuno ha preferito crearlo su un marciapiede di 50 metri quadrati. Certamente, almeno in questo, il ministero ha poche responsabilità (non conoscendo la logistica sul territorio) pertanto queste ricadono solo in chi ha la gestione locale. Si obbligano i bambini ad una serie di comportamenti fuori la natura del bambino stesso, ma si permettono questi disastri a chi è pagato per evitarli”. Ed ancora:  “Primo giorno al Polivalente, abbiamo appena lasciato nostro figlio, e fuori c’è il delirio. Tantissimi ragazzi senza mascherina e anche qualche vigile in supporto davanti alla scuola. Io davvero non capisco come possiamo affrontare questa pandemia in questo modo.  Se qui accade ciò che è successo al Nord siamo finiti”.
Senza dimenticare che gli stessi dirigenti si sono ritrovati a fronteggiare il solito problema legato alla carenza di docenti, che ha costretto alcuni istituti a ritornare, a turno, alla didattica a distanza.
Ma è questa la scuola che le famiglie hanno atteso per mesi? Una scuola che al momento preoccupa, soprattutto per la questione delle malattie e dei presunti casi Covid.  A differenza di quanto sta accadendo nella Asl Bat, nel territorio di Bari non sono – al momento – arrivate disposizioni.  Non è stato sviluppato (o comunicato) un piano adeguato per rispondere a quella che potrebbe presentarsi come una vera e propria emergenza per le famiglie: bambini anche con raffreddore che dovranno fare il tampone (perché giustamente i pediatri non potranno rilasciare certificati per il rientro a scuola dopo tre o 5 giorni di assenza, senza avere certezza che non siano positivi al Covid) secondo dei tempi non ben definiti. Il rischio è quasi peggio del lockdown: costringere genitori e bambini in casa in attesa degli esiti dei tamponi. A meno che non ci si rivolga al privato spendendo anche 100 euro ad esame.
I pediatri pugliesi hanno chiesto a gran voce alla Regione e alle autorità sanitarie di definire dei percorsi privilegiati per gli alunni, per permettere il rientro in classe il più rapidamente possibile. Per ora a Bari tutto tace. Ad eccezione dei soliti sopralluoghi delle istituzioni, di quelli oggi ce ne sono stati tanti.

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