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Pulizie straordinarie, aiuti ad anziani per conto di associazioni di volontariato o anche attività extra di ufficio. Presto i 15mila percettori del reddito di cittadinanza nella sola città di Bari dovranno occuparsi di attività per conto di enti pubblici o società partecipate. Lo ha annunciato ieri il sindaco Antonio Decaro presentando insieme al vicesindaco Eugenio Di Sciascio  l’avviso per raccogliere manifestazioni di interesse alla realizzazione di progetti utili alla collettività (PUC), finalizzato alla candidatura di proposte progettuali dirette ad ospitare i beneficiari del reddito di cittadinanza residenti a Bari.

Gli ambiti in cui dovranno essere svolte le attività sono quelli culturali, sociali, artistici, ambientali, formativi e di tutela dei beni comuni.  All’avviso, disponibile sul sito istituzionale, a questo link, potranno presentare proposte progettuali dirette ad ospitare i beneficiari del reddito di cittadinanza (purché residenti nel Comune di Bari): enti pubblici con sede operativa nel territorio comunale, uffici territoriali dello Stato, agenzie ed enti di emanazione pubblica, aziende regionali e comunali, Città metropolitana (per gli uffici e le attività insistenti nel territorio cittadino), enti e/o fondazioni partecipati del Comune di Bari, anche non aventi sede operativa nello stesso, a condizione che l’attività del PUC venga effettuata sul territorio cittadino, enti del Terzo settore indicati all’art. 4, comma 1 del D.Lgs 117/2017.

“Già quando nel 2014 abbiamo avviato il progetto dei Cantieri di cittadinanza – ha esordito Antonio Decaro – eravamo convinti che l’obiettivo principale da perseguire attraverso politiche di sostegno al reddito per un’amministrazione pubblica, nei limiti delle sue competenze, dovesse essere l’inclusione sociale e lavorativa dei beneficiari. Una convinzione confermata dal dato che oggi vede il 20% dei partecipanti a quel progetto, coinvolti in tirocini formativi retribuiti presso aziende private, assunti da quelle stesse aziende. Per questo siamo contenti che anche la misura nazionale del Reddito di cittadinanza abbia in qualche modo recepito e riproposto questa formula, perché attraverso questi progetti di pubblica utilità i cittadini possono inserirsi in un circuito sociale e lavorativo in grado di offrire loro nuove conoscenze e nuove possibilità. Ad oggi a Bari sono circa 15.000 i nuclei familiari che percepiscono il Reddito di cittadinanza, contesti  che, accanto a un sostegno economico, vengono costantemente monitorati dai servizi sociali e da tutte le strutture comunali dedicate. Con la pubblicazione di questo bando contiamo di avviare i primi percorsi “lavorativi” entro la fine dell’anno e offrire a queste persone la possibilità di essere e sentirsi parte attiva della nostra comunità”.

Le proposte progettuali potranno essere presentate durante periodi di tempo determinati (finestre temporali) così programmati:

  • anno 2020: dalla data di pubblicazione dell’avviso fino al 31.12.2020;
  • anni 2021-2022-2023: dal 2 gennaio al 28 febbraio e dal 1 luglio al 31 luglio di ciascun anno.

Il Comune di Bari rimborserà agli enti attuatori gli oneri relativi a spese per il trasporto su mezzo pubblico, dotazioni anti-infortunistiche e presidi – assegnati in base alla normativa sulla sicurezza -, visite mediche ai fini della sicurezza sui luoghi di lavoro (ex D. Lgs. 81/2008), materiale e strumenti necessari e utili per l’attuazione dei progetti, dispositivi per la gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19 e dispositivo (es. tesserino) per identificazione del beneficiario, fino a 10mila euro. “Queste attività che faranno i percettori – ha spiegato ancora Decaro –  non si potranno sovrapporre ad attività che vengono già fatte. Cioè l’Amiu non potrà usarli per fare pulizie ordinarie. Se però c’è necessità di fare pulizia straordinaria, l’Amiu potrà partecipare con un progetto. I progetti andranno dai 6 ai 18 mesi e  per chi percepisce il reddito di cittadinanza si tratta di attività obbligatorie”.


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