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E’ stata accolta dal Tar della Puglia la richiesta di sospensione dell’ordinanza del presidente della Regione, Michele Emiliano, che da fine ottobre ha disposto la chiusura di tutte le scuole ad esclusione di quelle dell’infanzia, con un intervento più restrittivo rispetto a quello previsto dall’ultimo Dpcm. A renderlo noto è il Codacons di Lecce, che aveva presentato ricorso al fianco di un gruppo di genitori.

L’ordinanza, oggetto di critiche e contestazioni, negli scorsi giorni, da parte di famiglie e docenti, era stata firmata lo scorso 28 ottobre e imponeva la chiusura di tutti gli istituti scolastici della Regione Puglia fino alla data del 24 novembre. Una decisione del governatore, in accordo con l’assessore regionale alla Sanità Lopalco, a cui era conseguito l’intervento dello stesso ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che aveva richiesto la celere riapertura delle scuole.

Stando a quanto scrive la Terza Sezione del TAR di Puglia, “l’ordinanza del Presidente della Regione con cui è stata disposta la didattica integrata per tutte le scuole di ogni ordine e grado sul territorio regionale, ad eccezione dei servizi per l’infanzia, interferisce, in modo non coerente, con l’organizzazione differenziata dei servizi scolastici disposta dal sopravvenuto DPCM 3 novembre 2020”. Il Dpcm, spiega il Tar, “colloca la Puglia tra le aree a media criticità – cosiddetta “zona arancione” – e persino per le aree ad alta criticità – “zone rosse” – prevede la didattica in presenza nelle scuole elementari”.


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