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Un progetto per contrastare le solitudini e sostenere le persone anziane e fragili. Al via “Non più soli”, il programma promosso dall’assessorato al Welfare con l’obiettivo, oltre quelli già citati, di supportare percorsi di autonomia per l’inclusione sociale di persone in condizioni di vulnerabilità in questo periodo di emergenza sanitaria.

Il progetto, gestito dalla cooperativa sociale San Giovanni di Dio, metterà in campo una serie di azioni volte a favorire l’inclusione delle persone anziane nel contesto sociale di appartenenza attraverso l’attivazione di processi di socializzazione e autonomia che vanno dalle visite domiciliari quotidiane, volte ad offrire supporto pratico (consegna della spesa e dei medicinali, contatti con i medici ecc.) all’accompagnamento nello svolgimento di commissioni e nella partecipazione ad attività socio-culturali.

Le attività prevedono inoltre servizi di telecompagnia e ascolto settimanali e il sostegno nell’accesso alla rete formale di servizi sociali, assistenziali e sanitari del territorio. In questo percorso particolare attenzione sarà riservata al coinvolgimento e alla valorizzazione della rete informale di supporto composta da familiari, vicinato, volontariato, amici e conoscenti.

Al fine di diffondere una cultura di prossimità e di vicinanza e di creare “spazi” fisici e relazionali in cui generazioni diverse possano confrontarsi e arricchirsi, il progetto prevede anche l’istituzione di un “educatore condominiale” che si occuperà dell’organizzazione di momenti di ricreazione e socializzazione condivisi negli spazi comuni in modo da renderli luoghi di partecipazione, confronto e cittadinanza attiva.

Attraverso “Non più soli” si intende così prevenire forme di disagio e marginalità sociale delle persone anziane o con disabilità, per evitare, laddove possibile, il ricorso all’istituzionalizzazione. A tal fine si punterà sul miglioramento delle capacità funzionali e relazionali dei beneficiari, quindi sull’incremento dell’autostima e, più in generale, sul miglioramento della loro qualità della vita.

“Non più soli è un progetto che riteniamo strategico – commenta l’assessore al Welfare Francesca Bottalico – P<erché investe sulla dimensione della prevenzione e del prendersi cura a partire dal contrasto alle solitudini e all’isolamento in un momento caratterizzato da una forte frammentazione sociale e familiare e in un contesto demografico che vede un sensibile aumento dell’indice di invecchiamento. Le azioni progettuali si inseriscono in una prospettiva più ampia, pensata per favorire una maggiore accessibilità e fruibilità ai servizi sociali e culturali da parte dei soggetti più vulnerabili, a cominciare dai primi 61 anziani individuati, ma anche per facilitare processi ed esperienze di comunità e vicinato solidale in un’ottica di welfare di comunità”.

Nelle attività di progetto saranno impegnati operatori sociali, educatori, psicologi, operatori socio-sanitari e un gruppo di volontari e volontarie baresi che hanno scelto di dedicare parte del loro tempo a questo progetto, partecipando attivamente alla costruzione di una comunità territoriale coesa. Ad oggi sono 61 gli anziani individuati dalla commissione socio-educativa assessorile e municipale che non rientrano nei progetti di assistenza domiciliare specialistica comunale in quanto non presentano fragilità socio-sanitarie ma essenzialmente sociali.

Nei prossimi giorni partirà un percorso di formazione di base rivolto agli operatori e ai volontari coinvolti, nel corso del quale si approfondiranno alcune aree tematiche quali gli aspetti psicologici della relazione con l’anziano, il primo soccorso, la formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari.

Per ulteriori informazioni nonpiusoli@sangiovannididio.it e pagina facebook Non più soli.


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