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Torre Guaceto, squalo elefante nelle reti dei pescatori. Gli esperti: “Evento straordinario”

Pubblicato da: redazione | Mer, 3 Febbraio 2021 - 17:45
Squalo elefante Torre Guaceto

È stato definito, dagli esperti, un “evento straordinario”. Un giovane esemplare di squalo elefante è stato trovato nelle reti tirate da due pescatori autorizzati a pescare all’esterno dell’area protetta dell’Oasi di Torre Guaceto, nel Brindisino. I pescatori, ancora increduli per l’accaduto, hanno fatto subito richiesta di aiuto al personale che gestisce la riserva e, grazie alla loro collaborazione, l’animale è stato liberato. 

Secondo i ricercatori, lo squalo era presumibilmente una femmina di pochi mesi di vita, vista la lunghezza pari ad appena 1 metro e 60. Specie attualmente protetta, lo squalo elefante è il secondo pesce più grande al mondo perché può superare gli 8 metri di lunghezza. È un animale inoffensivo per l’uomo, non ha denti e si nutre di plancton, filtrando ogni ora circa 9 tonnellate di acqua e trattenendo fino a 200 chili di placton, ragione che spesso lo spinge a nuotare a filo d’acqua. Questa tipologia di squalo popola l’oceano Atlantico ed il Mediterraneo e, ogni giorno, arriva a percorrere anche 50 chilometri. 

“Siamo tutti molto emozionati per la grande sorpresa prima e l’enorme soddisfazione poi, che ci ha donato questo episodio – spiega il presidente del consorzio di gestione di Torre Guaceto, Corrado Tarantino – oggi si è compiuto un piccolo miracolo, abbiamo salvato la vita di un piccolo protetto. E ciò è accaduto perché da anni lavoriamo strenuamente sul fronte della sensibilizzazione e a stretto contatto con il mondo scientifico. Siamo riusciti a salvare questo squalo – prosegue – in primis, perché i pescatori che lo hanno trovato sono stato abbastanza sensibili da contattarci per chiedere il nostro intervento e, in seconda istanza, perché, sempre pronti a dare il proprio supporto, i ricercatori hanno diretto il nostro operato sul campo”.

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