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Costi di gestione fuori controllo a fronte di ristori che permettono di coprire a malapena bollette e spese d’affitto. A Bari una parte di ristoratori era pronta al dissenso con la riapertura del 14 febbraio, nel giorno di San Valentino, nonostante le limitazioni Covid. Poi la decisione del ministero di riportare la Puglia in zona gialla, dando la possibilità di restare aperti fino alle 18. Ma molti locali comunque sono pronti ad aprire anche di sera.  “Apro il mio ristorante con le stesse normative igienico sanitarie e di prevenzione dal virus”, si legge sui cartelli affissi in numerose attività, dal centro alle periferie.

Un gruppo di imprenditori, dopo la manifestazione in piazza Prefettura lo scorso 5 febbraio, ha deciso di proseguire nelle iniziative in difesa del diritto al lavoro: “Siamo stati in piazza per manifestare la nostra sofferenza – prosegue Michelangelo Balzano, ristorante Maraviglie in corso Vittorio Emanuele – non abbiamo più una risorse. Una parte dei commercianti non ha percepito nessun indennizzo”. “Ci stanno maltrattando, per molti siamo gli evasori che non battono scontrini. Ma noi diamo ricchezza”, conclude Tommy Tedone, dell’osteria da Mario in via Toma.

Al sit in hanno preso parte anche altri ristoratori, da Santo Spirito a Torre a Mare (video in basso). “Io non ce la faccio più. Se mi vengono a fare una multa andremo sotto la Regione con moglie e figli”. “Apro il 14 a San Valentino: questo non è un  capriccio. L’apertura è dettata dalla disperazione perchè i ristori non bastano”. “Il secondo lockdown è stato una botta forte, non credo che riusciremo più a riprenderci”. “Vogliamo tornare a lavorare con le giuste cautele e il rispetto di questo periodo. I nostri politici sono totalmente scollati dalla realtà”.

Nel video i commenti di Mimmo, titolare di Tabula Rasa, in via Mazzitelli. Angelo, Braceria Dante in via Dante Aligheri. Ettore di Borgo Regina. Dino, Quarti di Luna. Alessandro, Bel vedere Santo Spirito. Francesco Lepore. La terrazza di Luca’s in via Peucetia. Vito Ippolito di Mavì Bistro. Domenico Minafra, ristorante borgo antico R45.


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