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Aumenta la pressione sui pronto soccorso di Bari e provincia alle prese con un costante incremento di pazienti Covid, diretta conseguenza sanitaria della terza ondata di contagi. In particolare al Policlinico sono in tanti i cittadini che non riescono più a gestire il decorso della malattia da casa, in isolamento, e attendono l’assegnazione dei pochi posti letto ancora liberi della prima assistenza per stabilire l’eventuale ricovero nei reparti di terapia intensiva.

Con l’aumento degli accessi, si moltiplicano i pazienti che attendono su poltrone o barelle del 118 e vengono soccorsi con bombole di ossigeno usa e getta, come risposta immediata alle difficoltà respiratorie, febbre alta e livelli di saturazione preoccupanti. Ma dal Policlinico assicurano che non c’è alcuna emergenza ossigeno, “le bombole vengono usate quando non sono disponibili gli accessi al sistema centralizzato predisposti al fianco dei posti letto ordinari”.

Ecco alcune cifre dell’emergenza al Policlinico di Bari. Quattro pazienti in codice rosso, 39 in codice arancione, 10 codici blu e 6 verdi: secondo il monitoraggio in tempo reale del portale della Regione Puglia, questa mattina alle 13.31 erano assistiti contemporaneamente 59 persone, la maggior parte sospetti casi Covid. E’ la fotografia della pressione sugli ospedali pugliesi in questa fase delicata dell’emergenza sanitaria, come ammesso dal governatore Michele Emiliano sono soprattutto le strutture della provincia di Bari e di Taranto quelle più in sofferenza per l’aumento esponenziale di casi.

Tra i nuovi contagiati che necessitano di cure ospedaliere anche diversi giovani, persone tra i 24 e 35 anni, apprende Ansa da fonti sanitarie. Solo negli ultimi 3 giorni, dal 9 all’11 marzo, nei pronto soccorso pugliesi sono stati assistiti 5.728 persone, di cui 720 trattati come sospetti Covid.


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