Parte dalla Puglia una petizione nazionale online per tutelare i prodotti agricoli italiani e promuovere la cucina italiana a partire dalle materie prime che la rendono riconoscibile nel mondo. L’iniziativa è promossa da Cia Agricoltori Italiani di Puglia insieme a Konsumer Italia, alla federazione I Consumatori, a Consumatori Solidali e ad Aeci, Associazione europea consumatori indipendenti. La petizione, pubblicata sulla piattaforma Change.org, ha come titolo “Difendiamo la cucina italiana Patrimonio Unesco, valorizziamo i prodotti agricoli italiani” e punta a sollecitare Governo e Parlamento ad adottare misure concrete a sostegno delle produzioni nazionali.
“Promuovere la Cucina Italiana Patrimonio Unesco vuol dire difendere e valorizzare l’operato instancabile dei nostri agricoltori”, si legge nel testo della petizione. Alle aziende agricole, proseguono i promotori, deve essere riconosciuto “il giusto compenso”, contrastando “la concorrenza sleale e l’ingresso massiccio di prodotti importati che non rispettano gli stessi standard imposti dall’Europa”. Tra le richieste principali c’è l’utilizzo prioritario di prodotti biologici, Dop, Igp e 100% italiani nelle cucine pubbliche e nei servizi di ristorazione collettiva, dalle scuole agli ospedali, fino alle strutture pubbliche e ai ristoranti. Il riferimento è in particolare a pasta, olio extravergine d’oliva, ortaggi, frutta, latte, formaggi, uova e carni nazionali.
Cia Puglia e le associazioni dei consumatori chiedono anche accordi che favoriscano la filiera corta e l’impiego di materie prime italiane, sostenendo allo stesso tempo agricoltori e ristoratori. L’obiettivo è creare un sistema capace di valorizzare le produzioni locali e nazionali, garantendo maggiore trasparenza ai cittadini. Uno dei punti centrali della petizione riguarda la pasta made in Italy. I promotori chiedono una legge per una “pasta tricolore” realizzata con grano duro 100% italiano da filiera certificata. Nella proposta rientra anche l’obbligo di indicare in modo chiaro e immediatamente leggibile, su ogni confezione, il Paese di origine del grano utilizzato.
La petizione sollecita inoltre una campagna di informazione ampia e continuativa per favorire una maggiore consapevolezza lungo tutta la filiera agroalimentare. Secondo i promotori, è necessario tutelare gli anelli più deboli del sistema: da un lato gli agricoltori, dall’altro i cittadini-consumatori. Altro tema centrale è quello dei controlli sulle importazioni. Le associazioni chiedono verifiche più stringenti su materie prime e prodotti agricoli in ingresso, con controlli nei porti e alle frontiere e analisi capillari sul 100% dei prodotti importati, per accertare il rispetto degli standard sanitari, ambientali e sociali.