“L’episodio di violenza registrato a Parco Rossani a Bari ai danni di Giuditta, una giovane studentessa originaria di Toritto, non può lasciare nessuno indifferente. A lei va l’abbraccio sincero e solidale di tutto il Coordinamento regionale di Libera Puglia: la sua scelta di parlarne pubblicamente è un gesto di coraggio che interroga la coscienza di tutta la comunità”. Lo scrive in una nota il coordinamento regionale di Libera Puglia sul recente episodio di violenza ai danni di una giovane studentessa presso il Parco Rossani.
“Vedere dei minorenni e i genitori di uno di loro protagonisti di dinamiche violente è il sintomo visibile di un disagio giovanile e sociale profondo che viene da lontano. Come Libera Puglia, ribadiamo con fermezza che la violenza è il comune denominatore che unisce i comportamenti prevaricatori della vita quotidiana con le dinamiche mafiose: la matrice culturale e sociale è la stessa, fatta di sopraffazione, controllo del territorio e pretesa di impunità, e per questo condanniamo fermamente l’episodio. Di fronte ad avvenimenti simili, però, risposte basate solo sulla repressione o sulla ricerca del capro espiatorio di turno servono solo a rassicurare nell’immediato e lasciano il problema del tutto inalterato. Come ricordato oggi nella nota congiunta di Libera contro le mafie e Gruppo Abele in merito al disegno di legge approvato ieri in CdM che interviene sull’imputabilità dei minori fra i 14 e i 18 anni, “la violenza va contrastata, ma certi provvedimenti dovrebbero essere l’extrema ratio, soprattutto quando parliamo di ragazzi così giovani. Invece rischiano di diventare una scorciatoia, un modo per silenziare il disagio senza prima averlo ascolto e compreso. È innegabile che, in determinati contesti, certi comportamenti giovanili possano suscitare allarme e paura nei cittadini. Ma non dobbiamo ridurre quegli adolescenti, spesso privati degli strumenti emotivi e culturali necessari a crescere in maniera armonica, a dei “nemici” della società. I loro comportamenti, anche quelli più gravi, vanno interpretati come un sintomo da curare”.
Come Libera, attraverso i nostri presidi territoriali, presenti anche in molte città pugliesi, lavoriamo ogni giorno nelle scuole e nei quartieri per costruire spazi di ascolto, prevenzione ed educazione alla democrazia e alla giustizia sociale. Oltre Libera, tante sono le realtà che si impegnano e operano sul territorio in tal senso e, per lavorare al meglio su questi temi, siamo convinti che sia importante l’azione collettiva e l’alleanza tra istituzioni, associazioni, collettivi giovanili e presidi sociali che abitano e difendono le comunità locali. La vera sicurezza si costruisce facendo rete, non erigendo muri.
Gli spazi pubblici devono tornare a essere luoghi vivi, frequentati e animati da cittadini e cittadine e da una rete sociale coesa. Rivolgiamo per questo un appello forte a tutta la comunità barese: non giriamoci dall’altra parte. L’indifferenza è il terreno fertile in cui crescono la sopraffazione e la solitudine. Essere presidio sul territorio significa prendersi cura dei luoghi e delle persone che li attraversano, insieme”.