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L’orto sociale di via Bovio “Campagneros” è salvo, annullate le manifestazioni previste per martedì e venerdì. Dopo l’allarme rischio chiusura lanciato in mattinata, l’associazione ha incontrato il direttore generale del Comune Davide Pellegrino, il capo di Gabinetto Vito Leccese e il Sindaco Antonio Decaro (collegato da remoto).

“Abbiamo fatto un incontro proficuo con il Comune – scrive l’associazione sulla pagina Facebook – si sono dimostrati aperti e disponibili a sostenere la lunga esperienza dell’orto sociale Compagneros risolvendo insieme le criticità sorte negli ultimi mesi. Speriamo di poter presto festeggiare la nascita di un nuovo dialogo fra cittadinanza attiva e istituzioni” – hanno concluso.

Cosa è successo questa mattina:  in seguito a una ispezione della polizia locale, l’orto sociale rischiava di chiudere. La polizia, in particolare, aveva individuato irregolarità nella realizzazione del forno sociale e di un chioschetto in legno. Il tutto parte dalla delibera di concessione del Municipio, una concessione che riguarderebbe solo la manutenzione del verde. Da qui l’ispezione della polizia locale che ha individuato presunte irregolarità.

“Chiediamo a tutti di affiancarci nella lotta per riprenderci il luogo dove da anni e con tanta fatica stiamo lavorando – scrivono i responsabili dell’orto urbano, l’associazione Effetto Terra – quello era uno spazio abbandonato del Comune di Bari, che è stato ripristinato e riqualificato rendendolo tra i più socialmente attivi di Bari. Venerdì 28 maggio 2021 alle ore 12 ci vediamo presso il Municipio 2 in via Stradella del Caffè n. 26 Bari per rivendicare l’immediato annullamento di diffida di restituzione dell’area e di rinnovo dell’affidamento dell’area come orto urbano come già richiesto fin dall’anno 2019. Sabato 29 maggio 2021 a partire dalle ore 12  ci incontriamo tutti all’orto sociale Campagneros, in via Raffaele Bovio 16/18 per manifestare contro il grave attacco subito. Siamo accusati di abusivismo edilizio per aver appoggiato su pneumatici un chioschetto di legno e per aver autocostruito in terra e paglia, un forno sociale, tutte opere realizzate grazie a bandi comunali e regionali da noi vinti. Siamo accusati di aver creato orti sociali anzichè fare soltanto la manutenzione del verde, oggetto della nostra concessione. Ci chiediamo, non è forse la creazione di orti una delle manutenzioni del verde più sana e rispettosa dell’ambiente e della questione sociale?” I responsabili dell’orto accusano il Municipio 2 di non concedere alcuna sanatoria. “Siamo stati trattati come i peggiori delinquenti di Bari”.


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