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Spostare l’avvio dei saldi è stato un errore grossolano, adesso bisogna puntare a ripristinare sicurezza per non chiudere più”. E’ quanto ha dichiarato a borderline24 Pino Salomon, di Adoc Puglia, Associazione difesa orientamento consumatori. Dall’apertura dei saldi in ritardo rispetto alle altre regioni, sino alle problematiche che riguardano ancora una volta la diffusione del contagio in un momento in cui il virus sembra stia tornando alla ribalta.

“Quello che stiamo vivendo è un periodo in cui dobbiamo fare sacrifici – ha spiegato Salomon – non possiamo più permetterci il rischio di chiudere nessuna attività né di mettere in pericolo i consumatori. Se dovessimo richiudere a ottobre non ci sarebbero più le condizioni di ripartire. All’interno dei negozi, soprattutto in tempi di saldi, bisognerebbe tornare a prendere la temperatura e quanto meno a tracciare una mappa dei contagi, in attesa della vaccinazione estesa” – ha sottolineato raccontando poi le problematiche relative all’avvio in ritardo dei saldi in Puglia.

“La mia prima impressione è che associazioni e commercianti abbiano voluto darsi la zappa sui piedi – ha specificato. “Dalle segnalazioni pervenute dai cittadini – racconta – sembra che i prezzi sono stati ritoccati all’insù, in modo che nel riformulare il saldo non sia del 30, ma del 15 o 20%.Un vizio che mantengono in molti. Ad agosto poi, come sempre, si passerà dal 30% al 50%. Chi ha capito questo giochetto aspetterà la seconda tranche dei saldi, evitando la prima”. In questa prima settimana, nonostante la grande attesa, i negozi non sono stati presi totalmente d’assalto. Complici anche le alte temperature.

“In molti cercano di recuperare il terreno perduto – prosegue Solomon riprendendo il discorso dei trucchi dei saldi – ma se uno pensa di poter recuperare nell’arco di una stagione, estiva in particolare, ha sbagliato i suoi calcoli. E’ un periodo critico per molti. C’è chi non ha lavoro, chi è in cassa integrazione, chi ha ridotto gli orari e non ha le possibilità che aveva nel 2019. Credo che neanche macellerie e ristoranti possono riuscire a recuperare la percentuale che generalmente detenevano o riuscivano a mantenere negli anni passati. Si sopravvive. Bisogna accontentarsi di guadagnare anche il 15% o il 10%. Stare nelle spese e mettere da parte è necessario oggi come oggi, ma siccome non possiamo più permetterci il lusso di chiudere, lavori e attività di qualsiasi genere, serve consapevolezza e spirito di aggregazione. Elementi essenziali per affrontare questo periodo. Per i saldi serviva ragionare in questi termini, agevolando le persone che vanno ad acquistare, sia  con formule tipo ‘prendo 3 e pago 2’, sia con maggiore sicurezza per evitare si torni a chiudere, magari riprendendo almeno a prendere la temperatura all’ingresso” – ha concluso.


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