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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Fotoromanza” . Una voce roca, calda, coinvolgente come poche. Una donna capace di approcciarsi alla musica in modo diretto, forte, quasi viscerale. Gianna Nannini è uno dei primi nomi che viene in mente se in Italia si parla di Rock al femminile. Negli anni ’70 quando nel panorama musicale italiano il cantautorato maschile fa da padrone assieme a voci femminili pulite e acute, la Nannini rompe quegli schemi di armonia e precisione, con sfrontatezza e grinta.

La Nannini e l’emancipazione femminile

“America” ne è un chiaro esempio. Nel ’79 la cantautrice propone un brano assolutamente fuori dalle righe, un inno all’autoerotismo, parla di un argomento in Italia ancora tabù con una libertà di espressione inaspettata ai più. La copertina dell’album “California”, pubblicata nell’anno successivo, è altrettanto sfacciata ed anticonformista: la Statua della Libertà anziché avere in mano la fiaccola, regge un vibratore. Un chiaro esempio dell’apertura al progresso e della voglia di libertà di espressione dell’artista. Da allora Gianna diviene simbolo dell’emancipazione, soprattutto femminile e dimostra, con le sue successive produzioni, il suo talento proprio a chi la credeva solo una provocatrice senza grandi capacità.

Il distacco dal Rock

È infatti nel 1984 che avviene la sua consacrazione definitiva come star, con la pubblicazione di “Puzzle”, e la vittoria al Festivalbar, nello stesso anno, con il brano “Fotoromanza”. Visibile è un distacco dal rock degli esordi, un ritmo incalzante ma allo stesso tempo più melodico. Inizialmente il brano viene recepito con distacco dal pubblico tedesco, probabilmente a causa delle parole presenti nel testo “camera a gas”, a soli quarant’anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, ma successivamente è chiaramente apprezzato da tutto il suo pubblico. La Nannini fa ironia su quelli che sono i cliché di una relazione sentimentale, lo fa con un frasario tipico da fotoromanzo per l’appunto, cogliendo quelli che sono i sentimenti e le emozioni dei protagonisti.

Ma Gianna non è solo Rock, o per lo meno, mantenendo sempre questo suo animo e aspetto ribelle, talvolta ci mostra il suo lato più romantico, più sensibile, più delicato, come nel caso di “Meravigliosa Creatura”, scritta da lei stessa e pubblicata nel ’95. Un amore divino, quasi platonico, una bellezza eterea. La paura di rovinare un legame, di sporcarlo o di non essere all’altezza di quella meravigliosa follia.

Il look di Gianna Nannini

La grinta di Gianna si manifesta anche su tutto ciò che indossa. Uno stile rock, un abbigliamento sempre moderno e pieno di stile, il suo stile. Durante i suoi tour la cantante sfoggia look stravaganti: top a rete e pantaloni slim, sneakers fluo e l’immancabile chiodo. I chiodi creati appositamente per i suoi tour sono tutti in pelle laminata, di colori accesi e ogni modello ha una scritta stampata sulla schiena, dal semplice “Gianna” ai classici “Amore”,” Rock”, fino al provocatorio “Siamo tutti terroristi”.

L’immagine che la Nannini dona al suo pubblico di sé potremmo definirla, con un gioco di parole, indefinita. Non è femminile ma nemmeno maschile, è eccentrica, è oltre. Ma è proprio quella sua immagine atipica ad essere il suo punto di forza.

Gianna Nannini non è un personaggio, è semplicemente sé stessa, sempre, e forse è proprio questo che il suo pubblico ama di lei.


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