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Percepisce illecitamente il reddito di cittadinanza, scatta il sequestro disposto dalla Procura di Lecce

Pubblicato da: redazione | Ven, 4 Febbraio 2022 - 12:30
finanza

Finanzieri del Comando Provinciale di Padova, a conclusione di un’indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Lecce e condotta in collaborazione con i competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso nei confronti del fondatore di un emergente movimento politico, il quale, secondo l’impostazione accusatoria – omettendo di comunicare informazioni di natura patrimoniale – avrebbe indebitamente percepito, per sette mensilità del 2021, l’importo complessivo di 3.500 euro a titolo di reddito di cittadinanza.

Nel dettaglio, sulla base del quadro accusatorio delineatosi, il soggetto in esame era stato sottoposto agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Candidopoli”, per essere ritenuto l’artefice della presentazione di false liste elettorali in occasione delle elezioni comunali svoltesi nel corso degli anni 2019 e 2020 per il rinnovo della carica di sindaco e di consigliere comunale in 23 amministrazioni locali dislocate sul territorio nazionale.

Nel mese di ottobre 2021, la competente Autorità giudiziaria di Rovigo, in sede di interrogatorio di garanzia, aveva provveduto a sospendere l’erogazione del reddito di cittadinanza, incompatibile con lo status di persona sottoposta a misura cautelare personale. Al riguardo, la Compagnia di Este ha avviato successivi approfondimenti volti a riscontrare la presenza – all’atto della compilazione della domanda – dei requisiti necessari per accedere al sussidio in argomento. Nel dettaglio, le indagini hanno permesso di appurare come il reale patrimonio mobiliare del soggetto (conti correnti bancari e postali) eccedesse quello indicato nell’istanza presentata: il beneficio, ammontante a 500 euro mensili, era stato ottenuto grazie ad un’autocertificazione, nella quale si ritiene fosse stata volutamente omessa l’indicazione dei conti correnti di cui l’interessato era titolare, co-intestatario o sui quali aveva la delega ad operare.

Per tale vicenda, allo stato nella fase delle indagini preliminari, l’uomo è stato denunciato alla competente Procura della Repubblica di Lecce che, all’esito degli ulteriori accertamenti svolti, ha richiesto al G.i.p. alla sede il sequestro preventivo delle somme percepite. Vagliati gli elementi raccolti, è stata emessa apposita misura cautelare reale, che ha consentito alle Fiamme Gialle di Este di recuperare l’importo indebitamente ottenuto, nel frattempo confluito sui conti correnti personali dell’indagato.

 

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