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Sul calendario, la data del prossimo primo ottobre è cerchiata in rosso. Almeno nel Regno Unito, lì dove l’inflazione è a un passo dalla vetta del 13%. Così, oltre 75mila sudditi di Sua Maestà hanno già detto basta. Ponendo un ultimatum al governo: se entro la fine di settembre non verrà fatto nulla per tutelare i consumatori, scatterà lo sciopero della bolletta. Le fatture della luce e del gas non saranno più pagate.

Promossa da «Don’t Pay», un gruppo anonimo che incita alla disobbedienza civile, l’iniziativa è per ora una piccola palla di neve. Ma i promotori sperano, in meno di due mesi, di trasformarla in una valanga formata da almeno un milione di inglesi pronti alla ribellione. Il tam-tam mediatico, a colpi di raffiche sparate su Twitter, TikTok, Instagram e Telegram, è già stato messo in moto. Il movimento spera di far leva, in realtà, sui 6,3 milioni di cittadini britannici che potrebbero scivolare il prossimo anno nella povertà proprio a causa dell’insostenibile pesantezza delle fatture domestiche.
Per molti il timore è quello di restare al buio, o senza gas, dopo essere finiti nel girone degli insolventi. E’ il motivo per cui i promotori dell’iniziativa puntano ad avere almeno un milione di sottoscrittori, in modo da avere una massa d’urto capace di mandare in tilt le società fornitrici. Che prima di staccare la spina sarebbero costrette a offrire un piano rateale di azzeramento dei debiti. Ultima spiaggia, i tribunali. Col rischio però di intasarne le aule e creare una coda di arretrati lunga mesi.

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