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Lecce, oltre 100 ‘casette mobili’ abusive in un noto camping: denunciato il responsabile

Pubblicato da: redazione | Sab, 5 Novembre 2022 - 10:00
Guardia Di Finanza

Oltre100 casette “Mobile Home”, 25 tettoie e due manufatti privi delle previste autorizzazioni paesaggistiche e di valutazione di incidenza ambientale. È quanto scoperto dai Finanzieri del Comando Provinciale di Lecce, nell’ambito dell’attività finalizzata al controllo economico e finanziario del territorio e del  contrasto degli illeciti in materia ambientale.

La scoperta, in particolare, è stata effettuata nel comune di Ugento (LE), nella nota località balneare di Torre S. Giovanni, in un camping resort al cui interno erano state installate nello specifico 194 casette “Mobile Home” non a norma.  Il camping, che si estende per oltre 31 ettari, è posizionato all’interno del Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento”, nella “zona 1”, di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e/o storico-culturale, caratterizzata dalla presenza del sistema dunale, delle zone umide, di solchi erosivi, boschi e vegetazione spontanea”, sottoposta a numerosi vincoli stringenti. L’area interessata dal sequestro risulta gravata da mq 8.784 di copertura derivante dalle casette corredate di verande e da mq 727 di tettoie e altri manufatti privi di permesso. Le strutture, di sei differenti categorie, fornite di ogni comfort, sono risultate tutte connesse stabilmente alla rete idrica, fognante, elettrica e dotate di climatizzazione, nonché tutte collegate da una capillare rete viaria interna. Quanto rilevato è stato segnalato dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Casarano che ha proceduto al sequestro convalidato dalla Procura della Repubblica di Lecce.

In seguito il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo della parte della struttura turistica interessata dall’insediamento abitativo pari a mq 67.900. Nei confronti del legale rappresentante della struttura ricettiva, l’Autorità giudiziaria ha ipotizzato il reato di lottizzazione abusiva e di inquinamento ambientale per aver compromesso il sottobosco con la realizzazione delle predette opere.

Foto repertorio

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