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Cetrioli di mare illecitamente pescati, maxi sequestro nel Tarantino

Pronti per essere esportati in Cina

Pubblicato da: redazione | Mar, 16 Maggio 2023 - 10:28
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Militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Taranto, nelle scorse ore, su disposizione della Procura della Repubblica del Capoluogo Jonico, al termine di una complessa attività di polizia giudiziaria, che ha richiesto l’utilizzo di tecniche di pedinamento e appostamenti, hanno sottoposto a sequestro, nel comune di Martina Franca, un locale adibito abusivamente allo stoccaggio e lavorazione delle oloturie (cosiddetti “cetrioli di mare”), nel quale sono stati rinvenuti 1.300 Kg della specie di echinodermi, illecitamente pescati nelle acque del litorale tarantino, denunciando un cittadino cinese di 50 anni che aveva realizzato un vero e proprio laboratorio, sprovvisto di qualsivoglia autorizzazione sanitaria e dotato di essiccatori, per la lavorazione e successiva esportazione delle oloturie.

Tali echinodermi risultano assai preziosi, sia per l’equilibrio del delicato ecosistema marino Jonico e della sua biodiversità, come certificato dagli studi del CNR di Taranto, ma anche per i bracconieri ittici e per il sistema di broker che ne cura l’esportazione in Cina, dove il valore delle oloturie raggiunge anche 700 € per chilogrammo.

Un giro di affari milionario, scoperto dai militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Taranto già nel 2017, grazie all’operazione “Deserto Blu”, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, che pose le basi per il riconoscimento – da parte della Corte di Cassazione – della pesca di frodo come delitto ambientale, mediante la pionieristica applicazione – da parte degli investigatori e della magistratura tarantina – dei cosiddetti “Ecoreati”, introdotti nel Codice Penale con la L. 68/2015.

È in tale contesto, quindi, che le Fiamme Gialle del Reparto Navale Jonico, in attuazione delle esclusive prerogative di “Polizia Economico-Finanziaria”, nonché di “Polizia del mare”, hanno messo a segno l’ennesimo duro colpo ai professionisti del Fishing Poaching e, più in generale, dei cosiddetti “Green Crimes”, sequestrando le oloturie pronte per essere abusivamente esportate in Cina, per un valore di poco inferiore al milione di Euro, che sarebbe peraltro completamente sfuggito a tassazione, contestando al cittadino cinese l’integrazione del delitto di “inquinamento ambientale”, per il quale ora rischia da 2 a 6 anni di reclusione, oltre una multa fino a Euro 100.000,00.

E’ importante sottolineare che l’eventuale responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva, valendo, fino ad allora, la presunzione di innocenza. Il costante presidio del litorale costiero e delle acque di competenza regionale del Reparto Operativo Aeronavale di Bari, oltre ad assicurare, attraverso il mantenimento dell’operatività nell’arco delle 24 ore, una decisa azione di prevenzione e contrasto degli illeciti perpetrati, rende possibile la salvaguardia delle risorse ambientali, della salute pubblica e dell’economia sana.

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