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Passa al mercato libero e la bolletta schizza: “Cifre esorbitanti”

La denuncia di un commerciante: "Non accettano autolettura"

Pubblicato da: redazione | Mer, 6 Marzo 2024 - 17:27
Immagine di katemangostar su Freepik
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Passa al mercato libero e la bolletta schizza sforando i 200mila euro. È quanto accaduto ad un commerciante veneziano. La storia, riportata dal Corriere del Veneto, è stata raccontata dallo stesso che ha denunciato cifre esorbitanti e “raddoppiate”, subito dopo il passaggio dal mercato tutelato a quello libero per l’energia elettrica.

In particolare, il commerciante, titolare di una piccola gioielleria a San Marco grande circa quindici metri quadrati, si è ritrovato a pagare dai 700 euro ai 1.300 a bimestre. Tutto è iniziato prima dell’estate scorsa, quando con il passaggio al mercato libero, non avendo sottoscritto nessun contratto, gli è stato imposto il nuovo gestore. Al commerciante, in particolare, è stato assegnato un contratto standard del gruppo Hera con offerte di fornitura rivolte a piccole imprese e prezzi determinati liberamente con condizioni contrattuali che, va specificato, sono definite dall’Autorità garante per l’energia. Attualmente, il commerciante, che si è ritrovato in mano una bolletta con cifre “esorbitanti” non ha intenzione di pagare, non solo per le spese, ma anche perché, secondo quest’ultimo, la bolletta non corrisponde al consumo reale.

Inizialmente infatti, lo stesso, non aveva battuto ciglio e, pur notando grandi differenze nei costi, ha continuato a pagare. La sorpresa però è arrivata negli scorsi giorni, quando sulla bolletta ha letto che avrebbe dovuto pagare ben 262.348 mila euro. Il commerciante, adesso, supportato da chi di competenza, chiederà indietro parte dei soldi delle precedenti bollette sostenendo la tesi relativa all’assenza di consumi corrispondenti alla realtà in un negozio che, secondo lo stesso, “non ha particolari consumi di corrente”, ma non solo. A rendere ancora più propenso a ribellarsi anche il fatto che l’azienda di fornitura, secondo quanto sostenuto dal commerciante, non avrebbe mai accettato la sua autolettura. Al commerciante infatti, continuerebbero ad arrivare bollette per consumi “stimati”. Il gioiellere procederà per via legali nel tentativo di ottenere risposte ed evitare che gli venga staccata la corrente per mancato pagamento.

 

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