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Certificato di oblio, gli oncologi: “È inutile e mortificante”

Il presidente dell’Aiom spiega le ragioni

Pubblicato da: redazione | Mer, 31 Luglio 2024 - 15:01
asl bari medici

La certificazione che attesta l’avvenuto oblio oncologico, prevista dal decreto attuativo pubblicato in Gazzetta ufficiale che indica le modalità per il rilascio, “serve esclusivamente ad una precisa minoranza di ex pazienti oncologici, ovvero a coloro che hanno già dei contratti o delle assicurazioni in essere e che hanno la necessità di modificarne le clausole in qualche modo peggiorative”.

A sottolinearlo all’ANSA è il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Franco Perrone, rilevando che, dunque, il rilascio di tale certificazione non è da intendersi come obbligatorio o necessario per tutti gli ex pazienti oncologici. L’oblio, afferma Perrone, “è già un diritto ed è sancito dalla legge approvata il 5 dicembre 2023 che tutela gli ex pazienti oncologici dalle discriminazioni legate alla malattia. La legge prevede infatti che queste persone non siano più obbligate, trascorso il lasso di tempo dal termine dei trattamenti indicato per le varie neoplasie e che può variare da 1 a 5 o 10 anni, a fornire informazioni né a subire indagini in merito alla propria pregressa neoplasia”. Dunque, chiarisce, “l’oblio è già previsto e non c’è bisogno che una persona dichiari o certifichi la sua condizione di ‘ex paziente'”. La certificazione sarà invece necessaria, rileva Perrone, “se un ex paziente ha già in essere un mutuo oppure ad esempio una assicurazione stipulati prima dell’entrata in vigore della legge e caratterizzati da clausole o tassi peggiorativi per il fatto di aver dovuto dichiarare di avere una neoplasia.
Queste persone avranno quindi bisogno del certificato per dimostrare di rientrare ora nell’oblio oncologico al fine di poter modificare delle condizioni contrattuali o assicurative peggiorative legate alla passata dichiarazione di malattia. In questo caso, presentando il certificato si chiede l’eliminazioni di tali condizioni peggiorative, ad esempio del calcolo di un premio più alto. Pertanto la necessità del certificato non è estesa a tutti gli ex pazienti oncologici ma solo a questa categoria”. Insomma, conclude il presidente degli oncologi, “se una persona ha avuto un tumore che ricade nei termini dell’oblio oncologico, semplicemente non è tenuta a dichiarare o certificare nulla perchè l’oblio è automatico ed è un diritto. Questo decreto riguarda dunque solo una minoranza di ex pazienti”.

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