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Salute mentale, in Italia ok a nuovo piano per prevenzione

Svolta nell’organizzazione dell’assistenza psichiatrica in Italia, i dettagli

Pubblicato da: redazione | Mar, 22 Luglio 2025 - 17:46
foto freepik

È stato trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni il nuovo Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030, messo a punto dal Tavolo tecnico del ministero della Salute. Un documento che propone una svolta nell’organizzazione dell’assistenza psichiatrica in Italia, introducendo figure nuove, rafforzando la rete territoriale e mettendo al centro adolescenti e pazienti cronici.

Tra le principali novità previste, l’introduzione degli psicologi di primo livello formati con un modello simile a quello dei medici di medicina generale, da inserire nei presidi territoriali. Prevista anche la nascita di équipe multiprofessionali di transizione, rivolte agli adolescenti tra i 14 e i 22 anni affetti da psicopatologie conclamate o emergenti, con competenze specifiche anche rispetto ai nuovi fenomeni di dipendenza che colpiscono i più giovani. Spazio anche alla figura del case manager, con il compito di costruire percorsi personalizzati di presa in carico per i pazienti più gravi, garantendo continuità terapeutica e un’assistenza più efficace.

Il Piano nasce da un’esigenza concreta, come sottolinea il documento stesso: “I dati pubblicati nel 2023 dal Sistema Informativo per la Salute Mentale del Ministero sono particolarmente allarmanti e testimoniano un grande divario tra domanda, bisogni e offerta”. Dal 2020, infatti, si registra una riduzione delle strutture psichiatriche territoriali, un calo significativo del personale e delle risorse disponibili, con una conseguente diminuzione delle prestazioni erogate. Allo stesso tempo, il numero di nuovi utenti assistiti continua a diminuire: “L’incidenza dei nuovi utenti per anno continua a scendere, e diminuisce di circa due punti dal 2022”.

Un dato, si avverte nel Piano, che non segnala un miglioramento, ma piuttosto un fenomeno preoccupante: “Molte persone con sofferenza mentale si rivolgono a circuiti esterni di cura o rinunciano a curarsi”. Per questo, l’obiettivo del nuovo Piano è ricostruire una rete pubblica forte, accessibile e capillare, capace di intercettare il disagio in modo tempestivo e di fornire risposte efficaci e personalizzate, soprattutto alle fasce più vulnerabili della popolazione.

foto freepik

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