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Influenza, l’allarme dell’esperto UniBa: “Nei bambini incidenza tripla, vaccino unica arma”

Circolazione del virus con largo anticipo e con numeri già significativi, soprattutto tra i più piccoli

Pubblicato da: redazione | Ven, 5 Dicembre 2025 - 17:10
Influenza
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L’influenza sta circolando con largo anticipo e con numeri già significativi, soprattutto tra i più piccoli. Lo conferma Michele Conversano, direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto e docente della Scuola di Specializzazione in Igiene dell’Università di Bari, commentando gli ultimi dati di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo il bollettino settimanale, si registrano 9 casi ogni 1.000 abitanti, ma l’incidenza cresce in modo esponenziale nella fascia 3-4 anni, dove si arriva a 29-30 casi ogni 1.000. “Come spesso accade – spiega Conversano – il virus trova terreno fertile nella popolazione infantile”. L’esperto ricorda che, se negli adulti sani l’influenza può risolversi in pochi giorni, nei bambini molto piccoli o con patologie non diagnosticate “nessuna influenza è davvero banale”. In presenza di problemi respiratori ricorrenti, cardiopatie, diabete o terapie specifiche, il rischio di complicanze aumenta sensibilmente.

Da qui il richiamo alla vaccinazione: il Piano nazionale prevede l’offerta per tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, anche in assenza di fattori di rischio. Le società scientifiche, tra cui la Società Italiana di Igiene e la Società Italiana di Pediatria, raccomandano una copertura ampia non solo per proteggere i bambini, ma anche la comunità che li circonda. “I più piccoli sono grandi diffusori dei virus – ricorda Conversano – e vaccinarli significa ridurre i contagi in famiglia, a scuola e tra soggetti fragili come nonni e genitori con patologie croniche”.

La vaccinazione,l evidenzia, ha anche ricadute sociali importanti: limita le assenze dei genitori dal lavoro e riduce l’uso inappropriato degli antibiotici, uno dei fattori che alimentano l’antibiotico-resistenza. Oltre al vaccino tradizionale iniettabile, oggi è disponibile anche lo spray nasale, molto utilizzato nei Paesi anglosassoni e ben accettato dai bambini. “Proteggere i bambini non significa solo coprirli bene – conclude Conversano – ma utilizzare gli strumenti che la medicina mette a disposizione. Il vaccino resta la misura più efficace per tutelare la salute dei più piccoli e della comunità”.

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