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Turismo, sui social la “pugliesità” diventa virale: così gli influencer raccontano la regione

Sempre più spesso l’immaginario della Puglia viaggia attraverso i social

Pubblicato da: redazione | Mer, 31 Dicembre 2025 - 09:54
Foto Facebook Fipav Puglia

Sempre più spesso l’immaginario della Puglia viaggia attraverso i social. Video brevi, sketch e racconti quotidiani affidati agli influencer stanno contribuendo a costruire — e promuovere — una narrazione della “pugliesità” capace di arrivare ben oltre i confini regionali.

Se in passato a portare sul grande schermo la cultura popolare erano volti come Lino Banfi, Checco Zalone o il duo Pio e Amedeo, oggi sono decine i creatori di contenuti che, con reel e clip virali, parlano di tradizioni, dialetti, paesaggi e abitudini, cercando di smontare stereotipi sul Sud con ironia e autoironia.

Nel Foggiano spopola il cerignolano Francesco Russo, classe 1995, 476mila follower. I suoi video giocano sull’ironia dei furti d’auto e delle uscite notturne, raccontando una Puglia fatta di linguaggio diretto e dialetto, con frequenti collaborazioni con il molfettese DjFrog.

Quasi un milione di follower per Antonio Roselli, dj e animatore ai matrimoni, nei suoi sketch mette in scena la “liturgia” dei ricevimenti, dalla cerimonia alle battute sulla busta regalo, passando per la classica domanda alla sposa: “Sei sicura del sì?”. C’è poi il bitontino Michele Monopoli, 35 anni, oltre un milione di follower, diventato popolare anche grazie a una puntata de Le Iene: è un vero “agri-influencer”. Tra campagne, raccolti e oliveti, racconta il lavoro nei campi con il suo motto “awandan awandan”, spiegando al pubblico storia e qualità dell’olio, prodotto simbolo del territorio.

Sempre a Bitonto, il 78enne Gennaro Sifanno è riuscito a portare sui social la semplicità della vita rurale. Con quasi 12mila follower su TikTok, parla di tradizioni contadine e chiama affettuosamente i suoi seguaci “R vrisp”, termine dialettale per indicare persone sveglie e scaltre. Un mosaico di voci diverse che, ciascuna a modo suo, contribuisce a “vendere” la Puglia, non solo come meta turistica, ma come stile di vita e identità culturale condivisa, capace di trasformare il racconto digitale in una leva di promozione del territorio.

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