Due anni e dieci mesi di reclusione per peculato e una provvisionale immediatamente esecutiva da 945mila euro in favore del Comune di Sava. È quanto stabilito dal Tribunale di Bari, presieduto dal giudice Marco Guida, nei confronti di Giuseppe Donato Colapinto e Grazia Fiore, ex rappresentanti legali della società Cerin, concessionaria per la riscossione dei tributi comunali nel centro del Tarantino.
La vicenda giudiziaria nasce da una denuncia presentata dall’allora sindaco di Sava, Dario Iaia, oggi deputato di Fratelli d’Italia, insieme al responsabile dell’Area economico-finanziaria del Comune, Vincenzo Colucci. Nell’esposto venivano segnalati ammanchi per centinaia di migliaia di euro relativi a somme versate dai cittadini e mai riversate nelle casse comunali, oltre alle difficoltà riscontrate dall’ente nell’accesso ai conti correnti della società concessionaria.
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura di Bari hanno portato all’accertamento dell’appropriazione di somme di spettanza comunale per un importo complessivo vicino al milione di euro. Elementi che hanno condotto alla sentenza di condanna di primo grado pronunciata ieri. Soddisfazione è stata espressa da Dario Iaia, che ha sottolineato come la decisione riconosca la responsabilità penale degli ex amministratori della Cerin e chiuda una vicenda che, all’epoca dell’esposto, aveva suscitato anche critiche e scetticismo. Parole di apprezzamento anche dal sindaco di Sava, Gaetano Pichierri, che ha annunciato l’immediata attivazione del Comune per il recupero delle somme dovute, ribadendo la centralità della lotta all’illegalità nella gestione della cosa pubblica.