Il 59% degli italiani ha un’opinione positiva sull’AI, i pugliesi del 44%, contro il 47% degli inglesi e il 42% dei francesi. Sono i dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Polimi, secondo la quale l’Italia è il Paese con l’atteggiamento più favorevole. Netmediacom mette tuttavia in luce forti differenze territoriali: nel Mezzogiorno prevalgono incertezza e diffidenza. Le principali preoccupazioni riguardano il rischio di manipolazione delle informazioni attraverso strumenti di AI (come i deepfake) e l’impatto sul mercato del lavoro.
Secondo i dati Netmediacom, le percezioni maggiormente positive si hanno in Lombardia (79%), Lazio (77%) e Veneto (70%), mentre i valori scendono drammaticamente in Sardegna (25%), Basilicata (30%) e Molise (36%).
Insomma l’AI è buona o cattiva? Proprio questo è il tema della lezione-evento che si è tenuto ieri presso il Centro Congressi d’Ateneo della Sapienza Università di Roma, in via Salaria 113.
L’iniziativa, attivata nell’ambito del Corso di Transmedia Studies tenuto dalla Prof.ssa Silvia Leonzi e dal Prof. Riccardo Milanesi, e realizzata grazie al supporto del TransmediaLab attivo presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) dell’Ateneo romano, si inserisce in un più ampio progetto di ricerca in corso d’opera che coinvolge anche il Prof. Giovanni Ciofalo, il Prof. Lorenzo Ugolini e i dottori Fabio Ciammella, Michele Balducci e Delia Mangano.