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Grano duro, istituita la Cun. Sicolo: “Passo importante, ma filiera industriale partecipi senza boicottaggi”

Resta alto però l'allarme sul fronte prezzi, anche in Puglia

Pubblicato da: redazione | Mar, 20 Gennaio 2026 - 09:44
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È stata ufficialmente istituita la CUN, la Commissione Unica Nazionale del Grano Duro, l’organismo incaricato di individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e di monitorarne le tendenze di mercato. Una notizia accolta con favore da CIA Agricoltori Italiani, che rivendica il risultato come frutto di una lunga mobilitazione sindacale.

A commentare l’avvio della Commissione è Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale dell’organizzazione, secondo il quale l’istituzione della CUN rappresenta “un punto di partenza, non di arrivo”. L’obiettivo, spiega, resta quello di ristabilire condizioni di equità lungo la filiera, in un contesto in cui “il prezzo riconosciuto al produttore per il frumento italiano di maggior pregio è oggi al di sotto dei costi di produzione”.

Sicolo ha richiamato le dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sottolineando il ruolo della Commissione come luogo di raccordo tra la parte produttiva e quella industriale, entrambe rappresentate in modo paritetico. Da qui l’auspicio che il comparto industriale partecipi pienamente ai lavori della CUN, senza sottrarsi a uno strumento pensato per garantire trasparenza, tracciabilità e dati reali sul mercato, compreso quello del grano duro importato.

Il vicepresidente CIA ha inoltre ribadito la necessità di rafforzare i controlli alle frontiere per assicurare una concorrenza leale con i Paesi terzi, affinché il grano importato rispetti gli stessi standard di produzione, qualità e sicurezza alimentare osservati dagli agricoltori italiani.

Nel suo intervento, Sicolo ha ricordato anche le iniziative di mobilitazione portate avanti negli ultimi anni, con manifestazioni a Foggia, Bari e Roma e una petizione nazionale che ha raccolto quasi 100mila firme, oltre all’adesione di 45 consigli comunali delle principali città cerealicole pugliesi.

Sul fronte dei prezzi, l’allarme resta alto, secondo le ultime quotazioni delle Borse Merci di Bari e Foggia, il grano duro italiano è sceso sotto i 300 euro a tonnellata, un valore inferiore ai costi medi di produzione certificati da Ismea. Da qui l’appello a un piano di rilancio della cerealicoltura nazionale e, ai consumatori, a privilegiare pasta realizzata al 100% con grano duro italiano, “per tutelare la salute e il futuro del settore”.

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