Disagio, rabbia e timori per l’organizzazione. È questo il clima che si respira tra gli studenti e soprattutto tra i genitori del plesso del Giulio Cesare di viale Einaudi, tecnico-linguistico accorpato, quest’anno, con il Romanazzi, dove da lunedì 9 febbraio scatteranno i doppi turni a causa dei lavori in corso nelle sedi scolastiche. La decisione è stata formalizzata ieri con una circolare dirigenziale, che prevede – fino al 20 marzo – un sistema di alternanza tra indirizzo liceale linguistico e tecnico. Le 38 classi attualmente ospitate nella sede centrale saranno di fatto dimezzate negli spazi disponibili, passando a 19, per consentire la prosecuzione degli interventi strutturali nel plesso di Viale Einaudi e in quello di Mons. Curi, attualmente inagibile per problemi legati all’umidità. Dal 9 al 27 febbraio il liceo linguistico seguirà le lezioni nel pomeriggio, dalle 14 alle 19.50, mentre l’indirizzo tecnico manterrà l’orario mattutino, dalle 8 alle 14.25. Dal 2 al 20 marzo l’organizzazione si invertirà. Le ore del mattino resteranno di 55 minuti, quelle del pomeriggio saranno ridotte a 50.
La dirigenza scolastica, nella nota, ha chiarito che le attività extrascolastiche – come cinema e teatro – si svolgeranno al mattino, così come resteranno confermate le mobilità Erasmus, i PCTO all’estero, i viaggi e le visite di istruzione. Una misura definita temporanea e legata a “cause di forza maggiore”, ma che sta già producendo malcontento diffuso. Sono soprattutto i genitori a sollevare perplessità. Per molte famiglie il turno pomeridiano comporterà difficoltà nella gestione quotidiana, tra lavoro, trasporti e impegni dei figli. Diversi studenti, infatti, nel pomeriggio seguono attività sportive, corsi, lezioni musicali o altri percorsi formativi extrascolastici che ora rischiano di essere sospesi o rimodulati. C’è chi parla apertamente di un impatto “pesante sulla routine familiare” anche perché, spiegano alcuni genitori “si tratta di una problematica che poteva essere affrontata prima, non a metà anno vista la consapevolezza dei lavori”, in particolare per chi abita lontano dalla sede centrale o utilizza i mezzi pubblici. Le lezioni fino alle 19.50 sollevano anche interrogativi legati alla sicurezza e agli spostamenti serali, esattamente così come accaduto per il Marconi e per il Salvemini.
Tra le ipotesi circolate negli scori giorni vi sarebbe stata anche la possibilità di utilizzare una sede temporanea in un altro quartiere cittadino, soluzione che però non è stata più presa in considerazione. La scelta è ricaduta sull’alternanza mattina-pomeriggio come unica strada percorribile nell’immediato per garantire la continuità didattica durante i lavori. Gli studenti, al fianco dei genitori, hanno annunciato l’intenzione di promuovere iniziative di protesta per sollecitare un intervento della Città Metropolitana, competente per l’edilizia scolastica, affinché venga individuata una struttura sostitutiva nel periodo necessario al completamento degli interventi.
La vicenda riporta al centro una questione più ampia, lo stato degli edifici scolastici e la difficoltà di conciliare lavori di ristrutturazione con il diritto a una didattica regolare. Il plesso Curi, al momento non utilizzabile, dovrebbe tornare agibile nelle prossime settimane, permettendo il trasferimento di alcune classi e la conclusione della turnazione. Fino ad allora, però, studenti e famiglie dovranno fare i conti con una riorganizzazione che, seppur temporanea, inciderà profondamente sulla quotidianità.
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